• Siracusa. Covid a scuola, due studenti raccolgono firme per chiuderle e tornare alla dad

    Due studenti siracusani hanno lanciato una petizione online con cui chiedono la chiusura delle scuole siracusane ed il ritorno alla didattica a distanza. Pietro e Doriano frequentano il liceo scientifico Corbino ed hanno lanciato la loro idea “per sollecitare i dirigenti scolastici a prendere in considerazione l’idea di tornare al recente passato”, spiegano.
    Cresce il numero casi di coronavirus negli istituti del capoluogo e i ragazzi hanno paura. “La pressione psicologica rischia di minare le capacità di apprendimento e anche per i docenti non è semplice”, dicono con un eccesso di retorica. Gli insegnanti, in realtà, propenderebbero per le lezioni in presenza ma non mancano – tra i dirigenti scolastici – posizioni più sfumate. Tant’è che in diversi istituti superiori della provincia a breve inizieranno forme di didattica mista (classi in presenza, classi in dad a rotazione) per ridurre il numero di studenti fisicamente dentro le scuole (e sui pullman).
    Nel presentare la loro petizione, rigorosamente online, i due studenti ringraziano le scuole per gli sforzi profusi ma visto come “non è bastato, in queste prime settimane di lezioni, l’uso costante di mascherine e igienizzanti per scongiurare il pericolo”, il male minore sarebbe il “tornare a frequentare le lezioni da remoto”.
    No alla didattica mista, no a quella in presenza. Gli studenti siracusani vogliono studiare da casa. Ma di converso, non mancano le prime obiezioni. Proprio i più giovani si sono mostrati i più disattenti nell’osservare i precetti anti-covid. Le scene della movida senza regole sono all’ordine del giorno, dal centro storico alla Pizzuta, a qualunque ora del giorno e della notte. Senza neanche “l’obbligo” della scuola (soggetta a rigidi e controllati protocolli antivirus), non si correrebbe il rischio di aumentare i rischi di assembramento, vista la maggiore libertà concessa ai ragazzi? Quello richiesto con la petizione sembra, invero, un nuovo lockdown generalizzato.

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