• Siracusa. "Economia ancora in calo", i numeri della Filctem nella relazione di Rizzuti

    “Un fardello pesante di negatività quello che ci portiamo nel 2015”. Il segretario provinciale della Filctem Cgil, Mario Rizzuti ha parlato così, ieri, al direttivo della sigla sindacale dei chimici, del settore tessile, manifatturiero e dell’energia . L’esponente sindacale ha parlato dell’ennesimo calo di Pil registrato nel 2014. Un -0,3 per cento che per la terza volta in sei anni fa parlare di recessione tecnica. “Non sono affatto ripartiti- osserva Rizzuti- i consumi con quegli 80 euro in busta-paga. Ma a tradire i sogni di ripresa sono stati soprattutto gli investimenti , pubblici e privati, diminuiti in un anno del 2, 3 per cento, che sommati agli altri anni di crisi ci portano ad un totale del 25 per cento, un milione di posti di lavoro perduti o, parlando in altri termini, sei punti in meno nel tasso di disoccupazione”. Altri numeri sciorinati riguardano la produzione industriale, calata nel 2014 del 3 per cento, che dal 2007 ad oggi diventa 28 per cento. Rizzuti non crede alla fiducia a cui invita il presidente del Consiglio, Matteo Renzi. “Così come il contratto a tutele crescenti che non favorirà in nessun modo l’occupazione—continua il rappresentante della Cgil- anzi, peggiorerà la situazione, in quanto permetterà alle imprese di modificare e snaturare i contratti a tempo indeterminato che ancora hanno, aumentando ancora di più il precariato, che insieme alla liberalizzazione dei licenziamenti e alla grande quantità di incentivi che la legge gli permette, le avvantaggia enormemente, mentre per i lavoratori, non c’è nessun riscontro positivo”. Il sindacato chiede che il Job Act venga immediatamente superato con proposte alternative, a partire dalla creazione di lavoro attraverso interventi pubblici in economia. Un riferimento anche al calo del prezzo del greggio , “pur sempre legato a un rallentamento della domanda e della crescita globale. In Italia, ad esempio-spiega ancora Rizzuti- alcune società energetiche come l’Eni hanno un peso significativo sugli indici di riferimento economici. Se queste società accusano il calo del greggio, questa situazione di difficoltà tenderà a riflettersi anche in ambito nazionale, e qui torna in ballo la scellerata e avventurosa politica di investimenti fatta all’estero dall’Eni nell’estrazione, sostenuta dal Governo con la sottoscrizione degli accordi politici, come avvenuto in Monzambico, mentre l’ENI sempre col tacito consenso del Goveno in Italia ha chiuso impianti chimici e raffinerie, impoverendo il sistema produttivo italiano e producendo la consequenziale perdita di posti di lavoro. Questo calo del greggio sta creando difficoltà alla Sasol, che ha visto negli ultimi due mesi aumentare a dismisura le perdite che potrebbero mettere a rischio gli investimenti”. Il sgretario della Filctem tocca anche altri ambiti, tutti locali, a partire dalla vicenda “Sai 8”, con le conseguenti incertezze legate alla newco che ha vinto il nuovo bando di gara per il servizio idrico integrato. Conclusioni affidate al segretario nazionale Filctem, Mario Di Luca, che ha focalizzato il suo intervento sui “contratti nazionali e le difficoltà dei grandi gruppi italiani, che continuano a perdere terreno nei confronti dei concorrenti stranieri”.

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