• Siracusa Hub del Mediterraneo, città tra due sponde: spunti importanti nella prima giornata

    Partecipazione massiccia ieri, all’Antico Mercato di Ortigia, per la prima giornata di “Siracusa Hub del Mediterraneo, una città tra due sponde”,  organizzata dall’associazione Insieme e dal movimento Res. Nel corso dei lavori, si sono alternati due appuntamenti dedicati all’identità culturale di Siracusa e alla presentazione del libro di Giuseppe Sabella e Giulio Giorello “Società aperta e lavoro. La rappresentanza tra ecocrisi e intelligenza artificiale”. Nella prima parte si sono alternati gli interventi di Antonio Calbi, sovrintendente dell’Inda e Pucci Piccione, presidente della Deputazione della Cappella di Santa Lucia. Calbi e Piccione, nel corso di una interlocuzione con l’On. Giovanni Cafeo, hanno espresso con la passione che li contraddistingue il legame di Siracusa sia con la Santa Patrona sia con la propria natura greca. “Il teatro è l’arte sociale figlia della prima democrazia – ha detto Antonio Calbi – e il grande potenziale di questa città potrebbe trasformarla con il lavoro di tutti non solo nella capitale mondiale del teatro classico realizzato in tempi moderni, ma in generale nella capitale della cultura”. “La libertà di Santa Lucia, espressa al massimo livello nel suo martirio, ricorda quella di Antigone – ha detto Pucci Piccione – ecco perché, in fondo, Lucia non poteva che essere greca”. Il dibattito su società aperta e lavoro ha visto partecipare, oltre agli autori Sabella e Giorello, i rappresentanti di CGIL CISL e UIL e cioè Roberto Alosi, CGIL Siracusa, Paolo Sanzaro, CISL Siracusa e Giuseppe Raimondi, Segretario regionale della UIL Sicilia.“Il principio di falsificabilità di Karl Popper – ha detto il filosofo Giulio Giorello – è sintetizzabile nel metodo anglosassone “trial and error”, ovvero prova e sbaglia, fino a trovare la soluzione del problema. Un metodo che può essere applicato anche alle teorie sul lavoro”.I rappresentanti dei sindacati hanno raccolto la provocazione di Giorello, focalizzando l’attenzione sul fallimento della globalizzazione (CGIL), sull’impoverimento demografico dato dalla fuga dei giovani dalla Sicilia (CISL) e sull’unico strumento che storicamente è stato in grado di redistribuire la ricchezza, ovvero il contratto collettivo di lavoro (UIL).

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