• Siracusa. “Il Comune vende un pezzo di Gargallo, lo dice il Piano Ortigia” : Vinciullo smentisce Granata

    “Nel piano particolareggiato di Ortigia, secondo i criteri stabiliti dal prof. Pagnano, la custodia della Carrozza del Senato fa parte dell’unità edilizia 17, quella del Liceo Gargallo (ex Convento dei Padri Filippini”, non dell’unità 3, che è invece San Filippo Nero, confinante”.

    L’ex deputato regionale Vincenzo Vinciullo non accetta la spiegazione fornita dall’assessore Fabio Granata dopo un sopralluogo nei locali posti in vendita dal Comune. Un aspetto tecnico a cui fa seguire delle precisazioni che riguardano, invece, la storia degli interventi all’ex liceo classico Gargallo ma anche del percorso politico dei due.

    “Quei locali sono  parte fondante del Liceo Classico Gargallo, in quanto trattasi del piano terra, dal momento che, fra l’altro, il soffitto di detto immobile coincide con il pavimento del Liceo Classico e le mura di detto immobile sorreggono il primo piano del Liceo”-dice Vinciullo- Continuo ad assumermi, senza paura alcuna, la responsabilità politica dei lavori che sono stati realizzati all’interno del Liceo Classico Gargallo, unici lavori veri dal 1950 in poi, perché quelli realizzati da questa Amministrazione Comunale sono stati solo lavori di tinteggiatura, cioè manutenzione ordinaria sui lavori, di manutenzione straordinaria, eseguiti sotto la mia direzione politica.
    Ricordo perfettamente che, quando da Assessore alla Protezione Civile della città di Siracusa, fui costretto ad intervenire in seguito ad un sopralluogo fatto dalla Protezione Civile, i soffitti erano fatiscenti, i pavimenti “ballavano” in maniera evidente, i ragazzi e i docenti, insieme al personale non docente, rischiavano la vita tutti i giorni, tant’è vero che è stato necessario trasferire con la massima urgenza, ad anno scolastico in corso, gli studenti presso altro istituto. Granata, all’epoca vicesindaco dell’amministrazione Bufardeci, ha vigilato  sui lavori del Gargallo, pertanto mi sembra puerile questo suo tentativo di scaricare sull’Amministrazione Comunale di Centro-Destra, di cui lui faceva parte, la responsabilità di non aver mai vigilato sui lavori che egli, oggi, definisce devastanti e di cui inspiegabilmente si autoaccusa”.

    Vinciullo non ritiene ci sia stata alcuna devastazione, “ma solo lavori eseguiti nel rispetto delle disposizioni, delle indicazioni, degli ordini che l’Amministrazione Comunale ha subito da parte di:
    Sovrintendenza di Siracusa, Genio Civile di Siracusa, Azienda Sanitaria Provinciale di Siracusa, Comando Provinciale dei Vigili del Fuoco, Provveditorato agli Studi di Siracusa, Ufficio Scolastico regionale, Dipartimento regionale Protezione Civile, Assessorato all’Urbanistica del Comune di Siracusa, Ufficio del Centro Storico di Siracusa, Assessorato alla Pubblica Istruzione della ex Provincia regionale di Siracusa, U.O.B. 19 del Dipartimento della Protezione Civile, Dirigente 10° Settore della ex Provincia regionale di Siracusa, Servizio Beni A.P.N.N.U. della Sovrintendenza di Siracusa, Servizio Beni Archeologici della Sovrintendenza di Siracusa, Servizio Ricostruzione del Comune di Siracusa, progettisti dei lavori per l’ottenimento del C.P.I. nominati dalla Provincia, Preside del Liceo Classico Gargallo, desiderata del Presidente del Consiglio di Istituto del Liceo Classico”
    Quanto ai lavori, ha proseguito Vinciullo, “sono stati eseguiti così come da progetto approvato, tant’è vero che i collaudi tecnico ed amministrativo hanno confermato la perfetta e regolare esecuzione dei lavori”.
    Quanto al sequestro, ha continuato Vinciullo, “mi pare sia stato rimosso, se l’on. Granata entra all’interno del Liceo Classico”.
    Sulla denuncia: “se non si trasformano in atti giudiziari, restano tali.
    Solo alla conclusione delle indagini e della eventuale condanna possiamo dire se e chi ha eseguito lavori non rispettosi delle indicazioni del progetto approvato, fino ad allora solo sospetti, ma chi amministra una città deve dare risposte concrete, non può fondare il suo agire sul sospetto”.

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