• Siracusa. Immigrazione e riserva di Capo Murro di Porco, "il Comune faccia sentire la propria voce"

    Un dibattito durato diverse ore, per sviscerare due argomenti che, per ragioni diverse, sono particolarmente spinosi e delicati. Da un lato l’immigrazione; dall’altro la vicenda legata alla perimetrazione della riserva di Capo Murro di Porto. Dal consiglio comunale, riunito questa mattina in adunanza aperta, è partito un messaggio chiaro, lanciato all’amministrazione Garozzo, affinché faccia sentire la propria voce sui temi affrontati: due sui tre previsti, mentre è slittato a data da destinarsi il punto relativo alla riqualificazione del parcheggio Talete, proposto da Simona Princiotta. Tra i parlamentari convocati hanno risposto all’appello Marika Cirone Di Marco, Edy Bandiera, Pippo Zappulla e Stefano Zito.
    Sia sull’immigrazione che sulla riserva, Pippo Impallomeni ha chiesto interventi incisivi. Nel caso della gestione dell’immigrazione, anche da parte della prefettura e del questore, Mario Cageggi, “affinché si adottino le necessarie contromisure per affrontare i rischi connessi a una massiccia presenza di stranieri per effetto degli sbarchi”, mentre per l’istituzione delal riserva di Capo Murro di Porco, sull’assessore regionale al Territorio e Ambiente, Mariarita Sgarlata, “allo scopo bloccare l’istituzione di una riserva che avrebbe conseguenze sull’intera area della penisola Maddalena e che è già sottoposta a sei vincoli diversi”.
    Differenti sono state le posizioni espresse dai banchi del Pd. Sul primo argomento, Castelluccio ha proposto di intervenire a livello istituzionale perché l’Europa svolga il suo ruolo, cominciando a modificare il protocollo di Dublino e affinché si migliori il coordinamento sul tema dei minori non accompagnati; sul piano locale, ha sottolineato la necessità di un confronto ampio con tutte “le forza in campo e le associazioni degli immigrati”. A proposito dela riserva di Capo Murro di Porco, il capogruppo del Partito Democratico, Francesco Pappalardo ha chiesto all’amministrazione di partecipare ai lavori, al via domani, della Commissione regionale per la protezione del patrimonio naturalistico soprattutto per la definizione del perimetro della zona protetta.
    La risposta è arrivata poco dopo dal sindaco, Giancarlo Garozzo, che ha chiarito che “quella vasta area, candidata a diventare un bacino turistico per Siracusa, non può restare così com’è, per cui dalla Regione – ha detto il primo cittadino – ci aspettiamo non solo vincoli ma anche risorse e strumenti per la sua fruzione”.
    Nel merito del dibattito sull’immigrazione, Impallomeni ha posto l’accento sull’aspetto della sicurezza complessiva “ciò alle luce – ha sostenuto – di episodi che sempre più spesso vedono coinvolti cittadini extracomunitari e non”. Inoltre, Impallomeni ha evidenziato la presenza di migranti “nei posteggi, nei supermercati, presso i semafori” e le abitazioni per chiedere denaro “con atteggiamenti a volte anche minacciosi”. Il consigliere però ha voluto precisare che gli “immigrati sono nostri amici”. Noi non siamo contro nessuno ma siamo preoccupati per la sicurezza dei cittadini siracusani. Impallomeni ha fatto riferimento anche ai casi di scabbia, malaria e Tbc registrati seppur in misura minima. Infine ha proposto il suo atto di indirizzo che impegna l’Amministrazione a farsi portavoce verso il prefetto e il questore delle preoccupazioni manifestate. Anche Impallomeni che stigmatizzato la scarsa presenza di rappresentanti istituzionali, “che sempre si registra quando vengono trattati temi scottanti”.
    A Impallomeni ha fatto subito di contraltare Carmen Castelluccio, che ha contestato l’impostazione del dibattito rivolto essenzialmente verso il problema della sicurezza, lasciando in secondo piano “la vera questione”, cioè l’accoglienza di profughi, spesso bambini e donne, che fuggono da guerre e violenza. Si tratta, secondo Castelluccio, di “un problema sollevato in maniera strumentale perché le preoccupazioni illustrare non rappresentano oggi un’emergenza “in nessuno dei documenti prodotti dalle istituzioni impegnate sul fronte dell’immigrazione. Invece in città si registrano esempi di buone pratiche nel mondo del volontariato che non vengono evidenziati nella giusta misura”.
    Nel dibattito sono intervenute anche Cetty Vinci e Simona Princiotta che ha invitato ha condurre il problema alla reale portata e senza allarmismi, mentre Sonia D’Amico ha posto l’accento sul dramma rappresentato dai migranti minori non accompagnati. Per Alberto Palestro, “l’allarme di Impallomeni è stato frainteso, perché il senso del dibattito è di evidenziare i rischi di un fenomeno che il nostro sistema non può reggere a lungo”.
    Tra i parlamentari, Marika Cirone Di Marco, dopo avere illustrato le iniziative adottate dalla Regione, si è detta disponibile a un confronto con le commissioni consiliari competenti, compresa la consulta degli immigrati. Per Pippo Zappulla, la questione va affrontata in un contesto più ampio, visto che ci si affida troppo alle strutture di volontariato.
    Per la riserva di Capo murro di porco è Impallomeni ha parlato di “colpi di mano” perché si sta privando “un’area di 577 ettari alla pubblica fruizione”. La perimetrazione era già scaduta ma è stata prorogata, caso unico, per altri due anni. Una riserva, ha aggiunto, vuol dire limitare la presenza degli uomini e delle attività economiche, il tutto per tutelare la palma nana, il mirto, il coniglio, la volpe e, come fauna non autoctona, la tortora e la quaglia. Impallomeni ha evidenziato che nella zona ci sono già 6 vincoli ed è vietata la caccia. Invece si rischia colpire attività economiche già esistenti e di bloccare iniziative “che potrebbero dare ampio ristoro alla popolazione amministrata”.
    Su questo tema si è innestato anche l’intervento di Cetty Vinci, per la quale la tutela del territorio è prioritaria ma va armonizzata con gli investimenti che sono già stati proposti con le dovute compensazioni. Vinci ha fatto riferimento in particolare ad un investimento alberghiero di alto livello, che può portare occupazione e per il quale sono state fornite garanzie in termini di tutela.
    Per Edy Bandiera, il tema in discussione concerne la più vasta questione delle scelte per il territorio, invitando la politica e le istituzioni a recuperare il ruolo di “camera di compensazione degli interessi legittimi, quelli pubblici, che sono prioritari, e quelli privati”.
    Di parere opposto è Alessandro Acquaviva per quale la riserva favorisce la fruizione. Il territorio è tutelato da norme ben precise e, nel caso di Capo murro di porco, è sottoposto al piano paesaggistico. Ma mentre le sole norme mummificano la aree sottoposte a vincoli, le riserve favoriscono la corretta fruizione attraverso una gestione attenta delle zone interessate.
    Marika Cirone Di Marco ha respinto, infine, l’idea che sia stato compiuto un colpo di mano perché sono state rispettate le norme e le procedure previste. Allo stesso modo, ha bocciato la chiave di lettura secondo la quale ci sarebbe una separazione tra chi vuole favorire lo sviluppo e l’occupazione e chi invece blocca tutto questo solo perché pone l’accento sulla tutela del territorio.

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