• Siracusa in emergenza:la raccontano anche le lacrime dell’assessore Imbrò

    Una giornata nera, carica di lavoro, di tensione, di dispiacere, soprattutto per le persone che si trovano ad affrontare problemi di tenuta strutturale delle loro case o di allagamenti.

    L’assessore comunale alla Protezione Civile, Sergio Imbrò non ha risparmiato energie e impegno, insieme ai suoi uomini. Ha girato il territorio comunale in lungo e in largo e ha seguito da vicino, personalmente, tutte le situazioni maggiormente critiche.

    Il culmine della mattinata è stato certamente il salvataggio di alcune famiglie di contrada Fusco. La Protezione Civile è intervenuta con un gommone. Quando il peggio- era chiaro- era ormai passato e tutti erano in salvo, ormai arrivati nel parcheggio del centro commerciale, Imbrò ha preso in braccio una bambina, visibilmente spaventata, per divertirla l’ha messa sulle sue spalle, a “cavalluccio” come per farle sembrare un gioco quello che un gioco non è affatto.

    Poi però è subentrato anche per lui un momento in cui la tensione si è sciolta, e si è sciolta con le lacrime, forse liberatorie in quel frangente ma anche di preoccupazione, tutta quella accumulata nelle ore precedenti e che riguarda un’emergenza che non è ancora finita.

    La voce rotta di Sergio Imbrò ai microfoni di FMITALIA, questa mattina, durante la diretta dedicata proprio all’emergenza maltempo è l’estrema sintesi, il riassunto emotivo di una giornata terribile per la provincia di Siracusa. In realtà è il riassunto anche dei giorni precedenti, quelli dell’attesa, dell’ansia per l’imminente arrivo di Apollo, il Medicane. La speranza che cambiasse direzione, che si allontanasse come per un attimo era sembrato. Poi l’arrivo e la necessità di agire, a quel punto non più di pensare.

    Ma le telefonate, le richieste di aiuto, le necessità sono centinaia, si continuano ad accavallare e gli uomini e i mezzi non bastano. Anche questo è il motivo del momento di scoramento dell’assessore alla Protezione Civile. Solo un attimo, però. Poi è subito tornato il tempo di andare per strada, nelle case, laddove, insomma, la necessità si avverte maggiormente. Con lui i suoi collaboratori, i volontari delle associazioni di Protezione Civile, i supporti arrivati dalle province siciliane risparmiate dall’uragano.

    Le immagini dei numerosi interventi condotti raccontano anche dei loro volti, del fiatone, della stanchezza.

    Il Sud, si continua a dire, non è preparato ad eventi meteorologici di questo tipo. Non dispone delle infrastrutture necessarie e forse non ha nemmeno la mentalità giusta, non ancora, almeno. L’esperienza fa bagaglio, però. Di questo si tornerà a parlare quando l’emergenza sarà passata, si conteranno i danni, ci si leccherà le ferite. Ma dovrà arrivare anche il tempo della programmazione.

    Oggi c’è l’impegno di chi ha fatto e sta facendo quanto nelle proprie possibilità, ci sono le lacrime di un assessore, che in realtà sono le lacrime di un uomo. Ci sono le immagini che raccontano tutto e che serviranno- l’auspicio- anche da promemoria perchè quello che si può evitare, in futuro, si eviti.

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