• Siracusa. La condanna a Mimmo Lucano, il sindaco Italia: “Ha dato speranza e futuro a tanti”

    La condanna a 13 anni e 2 mesi inflitta in primo grado a Mimmo Lucano nell’ambito del processo Xenia rappresenta certamente un caso in in Italia.

    All’ex primo cittadino di Riace il giudice ha raddoppiato la pena rispetto alla richiesta del pubblico ministero.

    Il commento di Lucano non lascia spazio ai dubbi. L’ex sindaco di Riace è convinto che “dietro questa condanna ci siano ombre poco chiare”. Lo ha dichiarato al Corriere della Sera, come riportato dall’agenzia Adnkronos e aggiunge che “un magistrato molto importante, un politico di razza, hanno dall’inizio cercato di offuscare la mia immagine, il mio impegno verso gli immigrati, i più deboli”. Non nasconde il suo stupore. “Mi aspettavo un’assoluzione piena- spiega -Io non mi sono mai lasciato intimidire da nessuno. Per ora hanno vinto loro, ma siamo solo al primo grado. Ci sarà l’appello” .

    E come era accaduto nel momento in cui la vicenda giudiziaria ha preso le mosse, non mancano le prese di posizione politiche, anche in ambito locale.

    La giunta comunale di Siracusa all’epoca aveva chiaramente espresso solidarietà a Lucano nel momento in cui era stato posto agli arresti domiciliari per favoreggiamento dell’immigrazione clandestina, auspicando un esito giudiziario che potesse dimostrare la sua estraneità ai fatti.

    Oggi il sindaco, Francesco Italia  commenta separando nettamente gli aspetti umani e sociali da quelli giuridici. “E’ una persone che ha dato speranza e futuro a tante famiglie, mettendo a disposizione e facendo prevalere la sua umanità-commenta Italia- Non entro nel merito della vicenda giudiziaria”.

    Torna a parlare anche l’assessore Carlo Gradenigo, a titolo personale,  ricordando la sua partecipazione alla manifestazione #Riace non si arresta che fu organizzata per esprimere vicinanza all’allora sindaco del comune calabro e ribadendo le proprie convinzioni sulla vicenda, da ogni punto di vista in questo caso. Lo rende evidente con una sola dichiarazione, breve ma chiara: “Oggi come allora”.

     

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