• Siracusa. La controffensiva del sindaco Italia: “centrodestra, memoria corta”

    “Io non sono un bugiardo e odio i bugiardi. Se dal centrodestra mi spiegano in cosa avrei mentito sul punto ristoro al Maniace, magari evitiamo di alimentare confusione nell’opinione pubblica…”. E’ contenuta in queste parole la replica del sindaco di Siracusa, Francesco Italia, all’attacco frontale del centrodestra.
    Nel mirino è finito l’incontro pubblico all’Urban Center nel corso del quale i progettisti hanno illustrato la realizzazione in corso d’opera. A quell’incontro partecipò anche il primo cittadino. Il punto contestato è quello relativo all’utilizzo di cemento armato.
    “In quell’incontro si è parlato del progetto approvato. E l’uso del cemento era previsto”, taglia corto Italia. “L’opera è regolarmente autorizzata e lo si evince dai rilievi di Soprintendenza e Comune. Altro discorso è quello relativo alle difformità contestate che non sono rappresentante dalla presenza del cemento o meno. Erano previsti degli ancoraggi con zavorre di cemento prefabbricate, i cosiddetti plinti, al loro posto è stata realizzata in loco una base di cemento in opera. Ma in ogni caso – puntualizza il sindaco scandendo bene le parole – la difformità non è un problema del Comune ma del privato”.
    Quanto alla validità del titolo urbanistico concesso dal Comune, “al momento siamo di fronte ad opinioni e non ad un pronunciamento di enti competenti. Certo sorprende come nel 2012, quando il Comune di Siracusa era a guida centrodestra, la Commissione avesse autorizzato sulla stessa area una palazzina di due piani su oltre 300 metri quadrati e nessuno aveva mosso obiezioni”. L’opera non venne poi realizzata per scelta dell’allora presidente del Consorzio Amp Plemmirio, Nuccio Romano.
    Per chiarezza, la Commissione speciale per Ortigia è composta dall’assessore al centro storico, dal dirigente, un funzionario e da 8 altri professionisti espressi dell’ordine degli architetti, degli ingegneri, del genio civile etc.
    “Da un punto di vista politico, io sono felice che l’area oggi sia fruibile e fruita da cittadini entusiasti che poco si curano o seguono la polemica”, dice ancora Francesco Italia. “Si dovrebbe piuttosto raccontare anche che dal 2009 al 2015 il Demanio concesse piazza d’Armi senza bando ad evidenza pubblica ad un privato, sempre lo stesso per tutti quegli anni. Vi realizzava solo nei due mesi estivi, quando era profittevole, attività di bar e discoteca o eventi a pagamento. Ancora, nel 2009 e nel 2011 lo stesso privato ha anche ricevuto contributi pubblici comunali”.
    A chi lo accusa di difendere interessi di singoli, Francesco Italia risponde secco. “Io ho interesse a tutelare e difendere la verità. In questa come in tutte le altre vicende. Se, come sembra, ci sono state difformità è giusto che i responsabili siano sottoposti a controlli e si assumano la eventuale responsabilità delle conseguenze”.
    Il sindaco si mostra sorpreso dal fatto che una parte importante della politica siracusana da due mesi stia catalizzando ogni sforzo sulla vicenda Maniace. “Ci sono questioni più impellenti e il cittadino è spiazzato perchè non interessato al cemento non cemento in piazza d’Armi”. E per essere ancora più chiaro, sferra un colpo non esattamente di fioretto. “Se questa attenzione fosse stata posta negli anni verso tematiche veramente importanti, di fronte alle quali si è scelto invece un religioso silenzio, forse oggi non sarebbe montato nei cittadini un forte senso di sfiducia verso la politica”.
    Non cade, invece, nel vuoto la denuncia pubblica di Stefania Prestigiacomo che ha lamentato come sia stato impedito al centrodestra l’uso della salastampa comunale. “Se è davvero accaduto, mi sembra un fatto grave. Non sono io che dispongo della salastampa ma avvio subito un controllo perchè a tutti deve essere garantito il diritto di esprimere la propria opinione, specie a forze politiche rappresentate in Consiglio comunale. Parlare di regime o altro mi pare francamente eccessivo”.

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