• Siracusa. Mi offendi su Facebook? E' diffamazione. L'avvocato Mauceri spiega perché

    “Offendere qualcuno su Facebook è diffamazione. Attenzione, quindi,  ai  post o alle opinioni che esprimiamo sui social network. Un’eccessiva disinvoltura potrebbe costarci cara”. A pochi giorni da una sentenza della Corte di Cassazione su un caso del genere, l’avvocato Michele Mauceri mette in guardia dai rischi a cui alcuni commenti sui social network possono esporci. “Internet è una piazza virtuale – premette il noto professionista siracusano- ma le persone sono reali, così come la loro reputazione. Pubblicare o diffondere commenti che possono lederla equivale ad una diffamazione davanti a delle persone fisiche o a mezzo stampa. Non è nemmeno necessario che il destinatario degli eventuali insulti sia indicato con nome e cognome. Il reato si può configurare in tutti i casi in cui il “bersaglio” delle offese sia individuabile”. Una volta scattata la denuncia, spiega Mauceri, diventa difficile difendere il responsabile.  “Si dovrebbe  dimostrare che il commento “incriminato non sia stato letto”- prosegue – Improbabile, visto che i social network raggiungono in pochi istanti numerosi utenti. Se poi la frase diffamatoria viene salvata sul pc o stampata, è pressoché impossibile che il responsabile possa passarla liscia”. L’unica strada da seguire, a questo punto, sarebbe mirata ad ottenere delle attenuanti.  “Cancellare il commento offensivo potrebbe essere interpretato come volontà di rimediare al danno arrecato- dice ancora Mauceri- ma questo dipende dai singoli casi. Equiparando la diffamazione sui social network a quella a mezzo stampa, si rischia una pena che varia dai 6 mesi ai 3 anni di reclusione ed una multa non inferiore ai 516 euro”.

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