• Siracusa. “Mio figlio investito da un’auto pirata”: in aumento i casi di omissione di soccorso

    “Mio figlio è vivo. Ma non so cosa pensare di chi lo ha investito ed è andato via senza preoccuparsi di nulla”. Enza non riesce a darsi pace. Come ogni mamma, per di più con un figlio operato per ridurre tre fratture e poi dimesso. Il suo personale incubo è iniziato nella notte del 27 agosto scorso. Poco dopo le 23, il ragazzo viene investito lungo via Elorina, in direzione Arenella. Era in moto con un’amica, anche lei rimasta ferita. “Un’auto li ha travolti. E si è dileguata senza prestare soccorso. Non c’è un istante in cui non mi domando che tipo di uomo scappa in queste circostanze…”.
    Tre fratture scomposte al piede, un intervento chirurgico, una lunga degenza a casa. “Ma almeno è vivo, insieme alla sua amica”, dice quasi sottovoce Enza. Dell’auto pirata, invece, nessuna traccia. “Abbiamo sporto denuncia e ci siamo messi nelle mani degli investigatori siracusani. Purtroppo non ci sono testimoni, nessuno che abbia visto qualcosa”. Parole che fanno da preludio all’inevitabile appello: chi sa, parli.
    “Mi auguro che decidano di dare un’occhiata alle immagini delle telecamere di sorveglianza. Magari un qualche elemento utile alle indagini potrebbe venir fuori. Però mi fa paura questa assenza di senso civico per cui automobilisti imprudenti e distratti possono anche non accorgersi di aver colpito frontalmente due ragazzi in moto. Volevano solo trascorrere una serata insieme. Povera Siracusa”.
    L’omissione di soccorso è purtroppo più ricorrente di quanto si immagini. Nelle ultime giornate, sono stati ben tre i casi segnalati alla Polizia a Siracusa: tutte fattispecie di incidenti con auto poi fuggite senza prestare aiuto.

    foto archivio

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