• Siracusa. Ospedali: nel capoluogo aumentano i posti letto, rischio declassamento scongiurato

    Gli ospedali del capoluogo non perderanno un solo posto letto. Anzi tra Umberto I e Rizza il totale dei posti letto passerà da 338 a 355 (+17). I numeri sono contenuti nella nuova bozza di programmazione della rete ospedaliera siciliana per il 2018, in fase di approvazione a Palermo. Il passaggio in VI Commissione non dovrebbe stravolgere l’impianto voluto dall’assessore alla Salute, Ruggero Razza.
    Ed anche il temuto rischio “declassamento” degli ospedali siracusani pare scongiurato perchè gli ospedali di maggiori dimensioni (Dea di primo livello) rimarranno l’Umberto I di Siracusa e l’ospedale di Avola-Noto. Quello di Lentini viene indicato come ospedale di base, mentre il Muscatello di Augusta resiste come presidio in zona disagiata. Le differenze terminologiche sono facilmente spiegate. Dea di primo livello significa ospedale medio-grande che dispone di aree di pronto soccorso di primo livello con funzioni di rianimazione e degenza. Per presidio di base si intende un ospedale con almeno quattro unità operative come i pronto soccorso, la chirurgia generale, la medicina generale e l’ortopedia. Un ospedale in zone disagiate, infine, dispone delle strutture di base per affrontare le emergenze.
    Proprio il Muscatello di Augusta merita un ulteriore approfondimento. L’assessore Ruggero Razza conferma alla nostra redazione l’unità operativa complessa di oncologia, prevista per dare attuazione alla famosa legge sull’amianto del 2014. “Sono stato incaricato dal presidente Musumeci di organizzare una riunione sul Muscatello con priorità assoluta, per far sì che la nuova unità operativa possa essere attiva non appena la rete ospedaliera sarà approvata”, spiega ricordando il milione di euro investito per l’acquisto della strumentazione.
    Seccamente smentite, poi, le voci di un taglio di Radioterapia a Siracusa: “non si tocca”, chiosa l’assessore regionale che anticipa la sua prossima visita a sorpresa, dopo il sopralluogo all’Umberto I: “sarà una struttura sanitaria privata in convenzione”.

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