• Siracusa. Politiche socio sanitarie, la governance del territorio: focus con i sindacati dei pensionati

    Le politiche socio-sanitarie nei 4 distretti di Siracusa con i principali temi sul tappeto.  Saranno al centro del focus organizzato per giovedì 13 giugno e che servirà per avviare un nuovo dialogo sociali ed un confronto con i Comuni e con l’Asp. L’iniziativa è dei sindacati Spi Cgil, Fnp Cisl e Uilp Uil.
    L’appuntamento è all’Open Land alle 9.30. Interverranno i Sindaci,gli Assessori e i Dirigenti dei 4 Distretti, i Direttori dell’Asp, le confederazioni provinciali di Cgil, Cisl, Uil Alosi, Sanzaro e Munafò, Paolo Amenta Vice-presidente di Anci Sicilia e concluderanno i lavori i Segretari Regionali di Spi Cgil, Fnp Cisl, Uilp Uil, Calà, Giulio e Toscano.
    I Segretari provinciali dei pensionati – Tranchina, Polizzi, Adamo e Lantieri-partendo dall’emergenza dei bisogni, sono convinti che la contrattazione sociale nel territorio deve avere come obiettivo la realizzazione di una forte relazione tra i diritti sociali e i diritti al lavoro. Consapevoli che la fascia della società che rappresentano sia pilastro delle famiglie e ammortizzatore sociale su cui si sono scaricate le criticità di un welfare non adeguato, ritengono di dover costruire reti di protezione istituzionali che permettano la presa in carico dei bisogni delle persone e delle famiglie attraverso l’erogazione di servizi sociali pubblici- dalla cura e assistenza sanitaria, al sostentamento economico e financo all’invecchiamento attivo -a cui altrimenti questi soggetti fortemente vulnerabili sarebbero costretti a rinunciare .
    Auspicando un rafforzamento del sistema pubblico sociale e sanitario, per Spi, Fnp e Uilp importante perchè universalistico ed equo, essi si propongono attraverso il dialogo e il confronto con le Istituzioni e i Sindaci dei Comuni per concretizzare l’istituzione di un Osservatorio della Qualità della Vita del territorio e per mettere a sistema le forze e le competenze di tutti per ripartire soprattutto dalle fasce più deboli della popolazione utilizzando le risorse economiche europee, nazionali e regionali -già disponibili nell’immediato- che parecchi Comuni rischiano di perdere.

     

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