• Siracusa. Presidenti di seggio nella bufera, tra stanchezza e adempimenti: ecco come nascono i verbali “incompleti”

    I presidenti di seggio sono finiti al centro del caso elettorale di Siracusa. Verbali non congruenti, numeri che non tornano, attese infinite durante la notte dello spoglio e verifiche in corso per “chiudere” correttamente i conti.
    L’ufficio elettorale centrale farà chiarezza e non c’è particolare preoccupazione. Con l’ausilio delle tabelle di spoglio conservate dall’ufficio elettorale di via San Metodio sarà possibile definire con esattezza numeri e percentuali di liste e candidati. Il clamore mediatico ha stupito alcuni dei componenti l’ufficio centrale. “Abbiamo sempre fatto queste verifiche e c’è sempre voluto del tempo prima di arrivare alla proclamazione”. Vero. Ma forse mai prima d’ora era balzato agli occhi il problema di un albo dei presidenti di seggio da aggiornare e svecchiare. E su questo punto bisognerà sollecitare anche la Corte d’Appello di Catania, che lo conserva e gestisce.
    Un caso su tutti: sezione numero 123. E’ il seggio ospedaliero. Numero di votanti, 33 appena. Ma i verbali delle operazioni di spoglio sono arrivati solo alle 6 del mattino di lunedì, con urne chiuse alle 23. Un tempo estremamente lungo. Dall’altro è anche corretto segnalare che gli adempimenti richiesti – e relativi chiarimenti in corso d’opera – hanno richiesto un tempo che non può essere rapportato solo ed esclusivamente al numero dei votanti. Senza dimenticare la fila di primo mattino per la consegna dei verbali in via San Metodio: tempo si tempo.
    Il fatto poi che 31 presidenti nominati abbiano rinunciato a 48 ore dalla competizione elettorale è cosa che ha contribuito ad alimentare la confusione. La Corte d’Appello di Catania non ha avuto tempo di convocare tutti i sostituti per cui – come prevede la legge – il compito è passato al sindaco. Chi ha accettato, lo ha fatto senza ricevere quella formazione che, invece, l’Ufficio elettorale comunale aveva garantito ai 123 presidenti di seggio inizialmente nominati.
    Si dirà, la legge non ha aiutato nell’interpretazione del voto e di cosa fare. Però è anche vero che i presidenti possono chiamare l’ufficio elettorale per ricevere assistenza durante le operazioni di spoglio. Ma le uniche telefonate arrivate in via San Metodio sono state quelle delle forze dell’ordine che presidiavano i seggi, secondo il racconto dei responsabili dell’ufficio comunale. Alcuni presidenti di seggio smentiscono, “abbiamo chiamato e ricevuto i chiarimenti richiesti per potere procedere”.
    Confusione e stanchezza hanno finito per avere la meglio su tutto e su tutti. Si spiegano così verbali completati magari fino alla lista numero 5 (su 19 totali) ed altre incongruenze. Che poi è il motivo per cui manca ancora la certezza sui voti di lista e sulle preferenze e per cui nella notte e nella mattinata post elezioni sul sito del Comune gli aggiornamenti si sono bloccati ad un certo numero di sezioni: i numeri non tornavano.
    Niente brogli, niente manovre strane. Le tabelle di scrutinio risolveranno ogni dubbio sui verbali incompleti. “Siamo sereni e tranquilli. Abbiamo lavorato senza alcuna sbavatura”, assicurano dal servizio elettorale di Palazzo Vermexio. Lo stesos non può dirsi per alcuni dei 123 presidenti di seggio.

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