Siracusa Pride è rottura. Stonewall e Agedo lasciano il comitato

 Siracusa Pride è rottura. Stonewall e Agedo lasciano il comitato

All’indomani delle dichiarazioni di martedì 7 luglio da parte della showgirl Heather Parisi sulla sua dibattuta partecipazione al Siracusa Pride e in merito alle sue precedenti dichiarazioni sulle persone trans, Stonewall e Agedo Siracusa, lasciano il coordinamento Pride 2026. “La signora Parisi ha rivendicato la propria vicinanza alla comunità LGBTQIA+, il proprio percorso umano e artistico e ha precisato presumibilmente riferendosi alla sua affermazione “se hai un pene non diventi automaticamente donna perché lo hai deciso tu”, che tale dichiarazione sarebbe riferita esclusivamente all’aspetto biologico e non alla dignità delle persone transgender – dichiarano Stonewall e Agedo -. Tuttavia riteniamo che questa precisazione non superi le criticità e perplessità da noi sollevate. Perché conferma una visione nella quale l’identità delle persone trans viene ricondotta principalmente al dato biologico, lasciando sullo sfondo o negando di fatto, il principio fondamentale dell’autodeterminazione, del vissuto personale e del diritto di ogni persona a essere riconosciuta per ciò che sente di essere. Il rispetto verso le persone transgender, non può essere subordinato alla distinzione tra un corpo ritenuto accettabile e un’identità considerata da confermare dall’esterno. Le persone trans che attraversano i nostri spazi e con cui facciamo politica attiva non chiedono un’approvazione condizionata, né una concessione ma il pieno riconoscimento della propria soggettività e dei propri diritti. Per questo riteniamo insufficiente richiamare genericamente rispetto e sentimenti di generico amore universale verso la comunità LGBTQIA+. Ricordiamo infine che il Pride non è un evento di intrattenimento Non è una semplice celebrazione di immagine o di visibilità a fini ricreativi. È una manifestazione politica e sociale nata dalla rivolta di Stonewall e costruita attraverso decenni di lotte per i diritti, l’autodeterminazione, l’inclusione e la giustizia sociale. Per queste ragioni – concludono Stonewall e Agedo – pur avendo preso atto delle dichiarazioni odierne, riteniamo che esse non siano sufficienti a superare le criticità che avevamo sollevato. Resta quindi immutata la nostra convinzione circa l’inopportunità della nomina di Heather Parisi a “madrina” o “testimonial” del Siracusa Pride. Per tali ragioni e non trovandoci d’accordo con quanto deciso ieri sera durante l’assemblea di coordinamento, riteniamo opportuno uscire dal Comitato Siracusa Pride e non partecipare al corteo”. Di contro il Comitato Pride rimasto amputato, interviene in merito al dibattito emerso sulla scelta di Heather Parisi come testimonial della manifestazione, con ponderatezza. “Abbiamo scelto di non intervenire nell’immediato – dichiara Arando Caravini presidente Arcigay Siracusa – in quanto abbiamo preferito non alimentare ulteriore clima di tensione, convinti che il tempo del confronto dovesse arrivare solo dopo aver ritrovato la serenità necessaria per affrontare questa vicenda con equilibrio e senso di responsabilità. Nonostante tutto questo, il Comitato non si è mai fermato. Mentre all’esterno si consumava una polemica dai toni spesso duri e offensivi, abbiamo continuato a lavorare con impegno, dedizione e spirito di servizio per costruire il Siracusa Pride. Dietro ogni scelta, ogni riunione e ogni decisione ci sono persone che mettono a disposizione tempo, competenze e passione, spesso in maniera del tutto volontaria, con l’obiettivo di realizzare una manifestazione capace di rappresentare e accogliere l’intera comunità LGBTQIA+. Il messaggio diffuso da Heather Parisi ha contribuito a chiarire le posizioni che avevano alimentato il dibattito, confermando ancora una volta che il confronto diretto rappresenta lo strumento più efficace per superare incomprensioni ed evitare valutazioni affrettate. Per questo motivo – conclude Caravini – riteniamo che l’intera vicenda avrebbe meritato un confronto aperto, sincero e costruttivo all’interno della plenaria, luogo naturale del dialogo e della condivisione, anziché una presa di posizione pubblica diffusa unilateralmente da due associazioni non più aderenti al Comitato quali Agedo Siracusa e Stonewall. Una scelta che ha inevitabilmente alimentato tensioni e trasmesso all’esterno l’immagine di una contrapposizione che avrebbe potuto essere affrontata e risolta attraverso il dialogo, senza trasformarsi in uno scontro tra realtà che condividono gli stessi valori e gli stessi obiettivi”.

 

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