Siracusa. Servizio idrico, silenzio del Consiglio Comunale e si profila il ritorno dei privati. Interessi dall'Alto Adige

 Siracusa. Servizio idrico, silenzio del Consiglio Comunale e si profila il ritorno dei privati. Interessi dall'Alto Adige

Il futuro del servizio idrico a Siracusa non riesce davvero ad appassionare il Consiglio Comunale. E dire che i motivi non mancherebbero. Ancora poco più di un mese di gestione provvisoria, a guida dei curatori fallimentari, e poi bisognerà spiegare ai siracusani a cosa si andrà incontro.
Da una ipotetica società pubblica di cui si è tanto parlato ma la cui costituzione potrebbe slittare (se non saltare, ndr) dopo il cambio di assessore regionale e le conseguenti dimissioni del commissario straordinario dell’Ato idrico, Buceti, sino al ritorno dei privati. Il Tribunale potrebbe infatti autorizzare la cessione del ramo d’azienda (dipendenti, mezzi, banca dati) e si parla insistentemente di una società dell’Alto Adige che avrebbe mostrato vivo interesse per Siracusa, mentre si raffredda la pista che conduce a Caltacqua.
Al momento, proprio quest’ultima eventualità pare guadagnare consensi per le difficoltà della politica – soprattutto regionale – di condurre in porto lo sbandierato ritorno alla gestione pubblica dell’acqua. Ma in Consiglio Comunale non se ne parla. E non se ne parlerà, almeno per il momento. Ieri sera, in seconda convocazione, è stata bocciata la richiesta del consigliere Milazzo (Progetto Siracusa) che aveva chiesto di convocare una nuova seduta ad hoc con la presenza dei curatori di Sai 8. Non erano in aula ieri dopo essersi sorbiti l’intera convocazione di lunedì senza che il punto venisse poi trattato per mancanza del numero legale.
Eppure, il profilarsi all’orizzonte del ritorno dei privati nella gestione dell’acqua a Siracusa dovrebbe richiedere qualche interesse preventivo. “Devo registrare che la maggioranza consiliare e l’amministrazione comunale che da quella è sorretta si sono sottratte in maniera chiara ad un doveroso atto di assunzione di responsabilità. Hanno preferito fare calare il silenzio su temi  come il futuro dei tanti dipendenti della fallita Sai 8 e degli ancor più numerosi dipendenti delle aziende dell’indotto. Nessuna discussione sui costi del servizio per i cittadini, sulla qualità dell’acqua oggi  erogata, l’eventuale garanzia di nuovi investimenti”.
Chi prenderà la guida del servizio idrico quando il 26 maggio scadrà la gestione provvisoria, si troverà tra le mani un servizio che fa acqua – non è solo un modo di dire – da tutte le parti. Tra le perdite conclamate della rete e quelle economiche. Se Sai 8 perdeva al mese circa 600 mila euro, ora la curatela ha ridotto il disavanzo mensile a circa 200 mila euro. Anche per questo i responsabili della curatela sarebbero pure  disponibili a consegnare al Comune in anticipo gli impianti, persino prima della scadenza dell’incarico. “Ma la verità è che la maggioranza ha voluto fuggire dall’incontro e dal confronto con i curatori per nascondere la mancanza di idee e di iniziative politiche per risolvere il problema del servizio idrico”, attacca ancora Massimo Milazzo.
Non è stato l’unico ad intervenire in Consiglio Comunale. Hanno preso la parola anche Rodante, Bottaro, Acquaviva e Di Lorenzo. Poi la votazione che ha bocciato la richiesta dell’esponente di Progetto Siracusa e quindi il rompete le righe dopo circa 90 minuti di seduta.

 

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