Siracusa. Sit-in alla ciclabile di Progetto Siracusa, Reale: "Rebuilding the future, costosa inutilità"

 Siracusa. Sit-in alla ciclabile di Progetto Siracusa, Reale: "Rebuilding the future, costosa inutilità"

Quinto appuntamento con “i sabato dello spreco” di Progetto Siracusa, il movimento guidato da Ezechia Paolo Reale. Attenzioni puntate, questa volta, sulla pista ciclabile e il progetto Rebuilding The Future da cui è nato il parco delle sculture lungo la ciclabile.
Progetto Siracusa denuncia i “numeri da capogiro” dell’operazione: “62mila euro previsti per la Programmazione e Direzione Artistica, 300mila di opere di allestimento, 72mila e 800 destinate a Comunicazione e Marketing ed, infine, per attrezzature, allestimenti arredi e organizzazione di eventi artistici una somma pari a 209mila euro, per un totale di 644.100 eEuro che si conclude con una rendicontazione finale di 599.858,84 euro”.
L’interrogativo posto dal movimento politico è cosa sia rimasto di tutto quel denaro speso. “Come oggi si può definire Re Building the future se non un progetto costosissimo ed, ahimè, di pochissima utilità per la città?”, dice Ezechia Paolo Reale.
Delle 8 opere realizzate (e non 10 come previsto originariamente, ndr) una è stata recentemente rubata (Tornerai alla terra, di Moira Ricci) ed un’altra danneggiata anche dalle intemperie e mai finora ripristinata. “Come si possono prendere 600 mila euro e non pensare alle periferie che non sono state in alcun modo valorizzate, né alcun beneficio hanno tratto? Più che inutili direi che sono stati soldi sperperati”, aggiunge Salvo Sorbello che, a ridosso della realizzazione del progetto, fece una tempestiva richiesta di chiarimenti a cui è giunta una vaga risposta solo dopo due anni. Per non parlare del Bando per la Comunicazione errato, solo il primo dei tanti, per cui il Tar di Catania ha obbligato il Comune al rimborso del secondo aggiudicatario.
“Un’operazione di pubblic art – commenta la storica dell’arte, Ornella Fazzina, presente al Sit-in di Progetto Siracusa – che andava elaborata, tutelata con strategie di sicurezza inserite subito, nel momento in cui si inaugurava l’evento. E poi – aggiunge Fazzina – non è esistita alcuna partecipazione attiva del contesto. Nel momento in cui il cittadino non si sente in dialogo, coinvolto con queste opere, non le comprende e non le rispetta neanche. La mancanza di chi ha realizzato questo progetto è massima, soprattutto non è soltanto la storia di Siracusa che va conosciuta ma anche la storia sociale della città, sconosciuta da chi opera in questo modo”.
Conclusioni affidate al leader, Reale. “Non possiamo tollerare un’idea di arte per pochi, sempre gli stessi, e non per tutti”.

 

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