Siracusa, un altro inutile pareggio. A Foggia un 1-1 che sa di triste commiato

 Siracusa, un altro inutile pareggio. A Foggia un 1-1 che sa di triste commiato

La speranza di giocarsi la salvezza ai play-out è ormai al lumicino. Il Siracusa si aggrappa alla matematica per mantenere accesa la fiammella, il solco con il Giuliano quint’ultimo è importante. Cavese e Trapani le ultime due fermate prima del termine di una stagione coraggiosa in campo, sciagurata a livello societario. Purtroppo il Siracusa non è più padrone del suo destino. Magra, magrissima consolazione avere il Trapani alle proprie spalle.
Gli azzurri avevano un solo risultato a disposizione. Turati si affida agli uomini più in palla, con qualche novità soprattutto a centrocampo. Partenza arrembante, nei prime tre minuti subito due occasioni per il Siracusa. Foggia contratto, nonostante la spinta degli oltre seimila dello Zaccheria. Meglio la costruzione degli azzurri, con la solita occupaziome degli spazi. Il gol arriva al 33 su cross dalla sinistra di Valente, sponda in area e tocco di Arditi che sale a quota quattro reti. Il vantaggio legittima quanto visto fino a quel momento. I satanelli faticano e sempre Arditi va vicino al raddoppio. Si va al riposo sull’1-0.
Foggia subito più arrembante nella ripresa. Gudelevicius e compagni faticano a gestire il possesso palla e finiscono per cedere campo. E implacabile al 57 arriva il solito gol subito, con Tommasini che fulmina Farroni dalla distanza dopo un molle disimpegno di Frisenna. Il Siracusa sbanda e riscjia di capitolare. Farroni si supera in un paio di circostanze ma gli avanti del Foggia arrivano da ogni parte. Così Turati ridesegna difesa e centrocampo pescando dalla panchina Capomaggio e Limonelli. Per l’attacco, Sbaffo è il cambio per Arditi. L’unica conclusione azzurra degna di nota è di Di Paolo – oggi spento – dalla distanza. Poi poco altro. Un disgraziato passaggio corto del 77 azzurro costringe al fallo ed al secondo giallo Gudelevicius. Azzurri in inferiorità numerica all’88. Ci sono 5 minuti di recupero, rigorosamente senza emozioni e troppe spinte. Un disperato Fvs su un non fallo da rigore è sfida alla sorte. Non c’è nulla. Finisce qui. La frenara del Siracusa nelle ultime giornate prende la triste forma di un commiato. Bisognerà ora capire da dove ripartire.

 

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