• Siracusa. “Un digiuno per un voto”: il capogruppo Pd Pappalardo da giovedì in sciopero della fame

    Comincerà giovedì il suo digiuno di protesta. Prima leggerà in Consiglio Comunale il suo documento, nella seduta di mercoledì sera, chiedendo anche adesioni trasversali. Quindi dalla mattina seguente, il capogruppo del Pd, Francesco Pappalardo, darà il via al suo sciopero della fame. In queste ore sta predisponendo tutti gli atti formali preliminari, in primis le comunicazioni necessarie alle forze dell’ordine. Una richiesta sarà inviata anche all’ufficio del presidente del Consiglio Comunale con cui chiederà di poter essere ospitato nei giorni del digiuno all’interno della sala consiliare, al quarto piano di Palazzo Vermexio.
    Pappalardo ha già pronto lo slogan: “un digiuno per un voto”. Un digiuno che aveva anticipato nei giorni scorsi, qualora non fossero tornate le preferenze nella nuova legge elettorale. E siccome nel progetto Renzi-Berlusconi le preferenze non ci sono, anzi si va avanti con delle mini liste di nominati, ecco esplodere la rabbia di Pappalardo. “Dobbiamo reagire, come singoli e come popolo civile. Non possiamo essere presi in giro in questa maniera. Io sono del Pd e ricordo che il segretario Renzi ha sempre parlato di preferenze. Poi si incontra con Berlusconi e in un buon impianto di legge elettorale acconsente alle liste bloccate. Ora, la mia battaglia non è contro Renzi o Berlusconi. A me da fastidio questo principio ancora negato a noi cittadini, di Siracusa come di Roma. Il ritorno alle preferenze era atteso come il sole dopo la tempesta. E invece…”. Di certo le energie non mancano a Francesco Pappalardo, che parla senza pause e con un trasporto sentito. “Dobbiamo fare capire a chi dirige la vita pubblica italiana che siamo essere pensanti” e per questo Pappalardo chiede a chiunque voglia appoggiare la sua protesta di raggiungerlo da giovedì in piazza Duomo, anche solo qualche minuto,  per manifestare solidarietà. “L’operazione che stanno portando avanti con questa nuova legge elettorale è un’offesa alla società civile”, dice ancora il capogruppo del Pd al Consiglio Comunale di Siracusa. Che ripete ancora di non avercela con il suo partito o con Forza Italia. La sua è una rabbia da cittadino che vuole sfruttare il ruolo pubblico per far sentire una voce e un pensiero che possa catalizzare consensi e supporto, da ogni parte, per fermare quella che per Pappalarod – e molti altri italiani – sarebbe un torto anche agli stessi rilievi mossi dalla Consulta al Porcellum. Di cui il cosiddetto Italicum non sembra aver fatto tesoro.

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