• Siracusa. Un paziente invia una lettera di ringraziamento al reparto di Emodinamica dell'Umberto I

    In un momento in cui si parla spesso di malasanità, i buoni esempi diventano quasi eccezione. A tal punto da meritare un encomio. Così Salvatore, un paziente siracusano ha sentito l’esigenza di ringraziare tutto il personale del reparto di Emodinamica dell’ospedale “Umberto I” di Siracusa, inviando al dott. Giorgio Sacchetta parole di riconoscenza per sottolineare l’efficienza di medici e infermieri che troppo spesso rischiano di passare inosservata. “Ho ben compreso – scrive il paziente al medico che ha effettuato l’intervento – che non è stato facile assumere la decisione di procedere, sapendo che i risultati potevano non risolvere il problema, almeno del tutto. Ho ben compreso che di questo non ha voluto darmene il peso. Ho ben compreso che è stato una sfida fuori dal faticoso e impegnativo “ordinario”. Ho ben compreso la partecipazione e la sintonia fra lei e il dott. Contarini e lo sforzo di pensare e realizzare la migliore soluzione possibile. Ho ben compreso la sua partecipazione emotiva al mio stato di salute come se, potendo fare un miracolo, lo avrebbe fatto senza pensarci su. Ho ben compreso la sintonia e lo spirito di collaborazione e di partecipazione professionale di tutti gli operatori all’interno di quella sala. Ho ben compreso che tutte le tecniche e le strumentazioni migliori e più
    innovative sono state utilizzate senza limiti per raggiungere il migliore risultato possibile. Ho ben compreso il suo confabulare operativo sottovoce nel momento culminante dell’intervento, quasi a volermi proteggere dall’enfasi, dallo stress, dalla tensione, dallo sforzo massimo che in quel momento tutti avete profuso. Ho ben compreso il suo entusiasmo, quasi da stadio, liberatorio per il risultato finale ottenuto. Ho ben compreso che ha tifato per me con tutta la sua esperienza, la sua professionalità, il suo sapere. Non può fare miracoli, a meno che un giorno non diventerà Santo, ma fra gli umani ha realizzato il massimo e di più non sarebbe stato possibile, questo l’ho ben compreso. Grazie di tutto, del trattamento che mi è stato riservato da tutti. Ha fatto un miracolo – conclude il paziente – e a me è sembrato solo un sogno meraviglioso”.

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