Spalla fratturata al solarium dello Sbarcadero, niente risarcimento: “Le scale non sono per i bagnanti”

 Spalla fratturata al solarium dello Sbarcadero, niente risarcimento: “Le scale non sono per i bagnanti”

Nessun risarcimento al cittadino che la scorsa estate, scivolando sui gradini del Solarium dello Sbarcadero,ritenuti viscidi, si procurò una frattura scomposta alla spalla, per la quale fu necessario un intervento chirurgico. La compagnia assicurativa del Comune di Siracusa avrebbe comunicato in questi giorni il diniego alla richiesta, spiegando che “il Solarium dello Sbarcadero Santa Lucia è destinato esclusivamente ad uso elioterapico. Nell’intera area vige il divieto di balneazione. Il sito non è pertanto classificabile come area comunale destinata alla libera balneazione pubblica”. Il principale chiarimento arriva nel passaggio successivo, quando si spiega che “la scala citata nell’atto di diffida non è preposta al fine di consentire l’ingresso in acqua degli utenti. La sua funzione è strettamente tecnica, essendo un presidio destinato esclusivamente alle operazioni di manutenzione effettuate dal personale incaricato”.
Secondo la compagnia assicurativa del Comune,dunque,“l’utilizzo della scala da parte del cittadino per accedere al mare costituisce uso improprio e non autorizzato della struttura, avvenuto in violazione dei divieti vigenti nell’area”.
Una risposta che ha sorpreso Angelo La Manna, vittima dell’incidente al solarium il primo agosto della scorsa estate. A seguito di quella caduta, si procurò una frattura scomposta alla spalla sinistra, con ricovero in ospedale e relativo, successivo, intervento chirurgico. Il solarium dello Sbarcadero era stato montato, come ogni anno, da una ditta incaricata dal Comune. I gradini sarebbero stati, secondo le segnalazioni di quei giorni, scivolosi. Fu ipotizzato che a renderli tali potesse essere stata la pittura utilizzata. In diversi, secondo il racconto di La Manna, in quei giorni erano scivolati, per fortuna senza gravi conseguenze. A lui è andata, invece, peggio. Il solarium era stato regolarmente collaudato al termine dei lavori. Le scale sono state rivestite in erba sintetica per una maggiore stabilità nel passaggio.
La Manna non nasconde la propria amarezza. Poche parole per commentare l’esito della sua istanza. “Un’amministrazione comunale- dice- dovrebbe difendere i diritti dei propri cittadini, non di certo ‘aggredirli”.
L’assessore alla Risorsa Mare, Giuseppe Casella chiarisce alcuni aspetti della vicenda. “Allo Sbarcadero- ricorda- il divieto di balneazione era stato apposto in considerazione dello scarico fognario che in passato, come si ricorderà, confluiva nelle acque del Porto Grande. Adesso il problema è stato risolto, ma mancano dei passaggi formali, a partire da analisi aggiornate che possano certificarne la balneabilità. In altri solarium della città, invece, ci sono dei divieti di balneazione legati all’assenza di servizio di salvamento. Ai solarium dei Due Frati e di Forte Vigliena abbiamo previsto tale servizio. Significa che la balneazione è possibile e consentita. I cittadini non possono avere dubbi. Se esiste un divieto, ogni attività svolta svolta a prescindere diventa a proprio rischio e pericolo”.

 

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