Trasloco dell’Istituto Rizza, interviene l’Avvocatura dello Stato e si va al Tar. Piano scuola da rivedere?
Il piano scolastico varato dal Libero Consorzio di Siracusa finisce davanti al Tar. E con esso, l’intero impianto di trasferimenti e razionalizzazioni di sedi e locali, che avrebbe dovuto ridisegnare la geografia degli istituti superiori del territorio provinciale.
L’Istituto superiore Rizza, che avrebbe dovuto sacrificare la sua sede storica nel Palazzo degli Studi, dopo avere chiesto un parere all’Avvocatura dello Stato, ha visto trasformarsi quella richiesta in un vero e proprio ricorso giurisdizionale. L’Avvocatura distrettuale di Catania ha infatti notificato al Tar un ricorso con contestuale istanza cautelare per l’impugnazione del provvedimento adottato dal Libero Consorzio Comunale di Siracusa.
L’Avvocatura conferma di avere proceduto alla notifica del ricorso, sottolineando però come l’esito del giudizio presenti “estrema incertezza ed aleatorietà”. Viene richiamata, infatti, l’ampia discrezionalità valutativa riconosciuta all’ente locale in materia di scelte allocative e organizzative, così come il carattere, allo stato, “per lo più ipotetico” dei pregiudizi paventati.
Nonostante ciò, si è ritenuto prudente proporre il gravame, soprattutto alla luce degli interessi degli studenti e della ristrettezza dei tempi. Un elemento che pesa, considerato che le decisioni sul dimensionamento incidono direttamente sulle iscrizioni e sull’organizzazione del prossimo anno scolastico.
Il punto più delicato riguarda poi i finanziamenti del Piano Nazionale di Ripresa e Resilienza (PNRR). L’Avvocatura chiede espressamente all’Istituto Rizza di trasmettere con urgenza la documentazione relativa ai fondi ottenuti e alle opere, servizi e forniture realizzati grazie a quelle risorse.
Il timore evidenziato dalla scuola è infatti quello di una possibile dispersione o comunque di una compromissione degli investimenti effettuati per l’implementazione delle aule e dei servizi scolastici, qualora il trasloco dovesse incidere sugli assetti attuali. Un argomento che potrebbe rafforzare la richiesta di sospensiva davanti al giudice amministrativo.
Per il piano scuola del Libero Consorzio – nato con l’obiettivo dichiarato di razionalizzare l’offerta formativa, contenere i costi e adeguare l’organizzazione alla dinamica demografica – si apre così un fronte che potrebbe avere effetti ben oltre il singolo istituto. Se il Tar dovesse accogliere l’istanza cautelare, l’intero impianto dei trasferimenti potrebbe essere congelato in attesa della decisione di merito. E anche in caso di rigetto, la pendenza del giudizio rischia di generare incertezza tra famiglie, studenti e personale.
La questione, dunque, non è soltanto giuridica. È politica e amministrativa, perché mette in discussione il metodo con cui è stato costruito il piano e la capacità di contemperare le esigenze di razionalizzazione con la tutela degli investimenti già effettuati e con la continuità didattica.













