• Treni e traghetti, dietrofront: la Sicilia non perderà "contatto" con il resto d'Italia

    Pare rientrare il “caso” del taglio dei treni a lunga percorrenza e dei traghetti da e per la Sicilia. Una vicenda che aveva accomunato la politica regionale, senza colore, per contestare compatta quella che pareva proprio una manovra volta a colpire l’Isola.
    Gli ultimi incontri in quel di Roma, nella sede del ministero delle Infrastrutture, paiono confermare la retromarcia di Trenitalia e Rfi. “Non si interrompe la continuità territoriale”, annuncia Enzo Vinciullo che partecipa alle riunioni in rappresentanza della Sicilia. Insomma, da giugno non bisognerà scendere dal treno a Messina con valige in mano per cercare un modo per attraversare lo Stretto. “Dalle 19 alle 6 di mattina si continuerà a transitare con treni e ferry boat esattamente come avviene adesso”, spiega il parlamentare regionale.
    “Dalle 6 alle 19, invece, si arriverà a Messina con l’Intercity. Questo treno, per sue dimensioni, non può salire a bordo del traghetto. Verrà allora realizzato un tapis roulant elettrico da 150 metri all’interno di un tunnel che accompagnerà dalla fermata del treno all’aliscafo. A Villa San Giovanni, invece, una scala mobile condurrà al treno”, illustra ancora Vinciullo. Un progetto futuristico che attende l’ok definitivo.
    Ma le parole di Vinciullo non convincono il portavoce provinciale di Fratelli d’Italia, Alessandro Spadaro. “Riteniamo che siano una debole difesa d’ufficio del ministro Lupi, probabilmente dovuta al fatto che Ncd è al governo con Renzi, che il 23 dicembre scorso ha tagliato di 47 milioni di euro il contributo statale a Rfi per l’attraversamento dello Stretto costringendola ai tagli dei treni da e per la Sicilia. Facciamo sommessamente notare – insiste Spadaro – che sono stati soppressi tutti i treni diurni. Già ridotte negli scorsi mesi, le cinque corse rimaste si sono ridotte a due e solo notturne. Quantomai fantasiosa, forzata ed inopportuna, inoltre, l’ipotesi del governo su tapis roulant e scale mobili che garantirebbero la continuità territoriale del servizio giustificate dal minor tempo impiegato nel traghettare. La continuità territoriale è un diritto Costituzionale che viene sempre ignorato e calpestato”.

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