Tubercolosi e brucellosi negli allevamenti, Grande Sicilia: “Più ore ai veterinari convenzionati”
Il commissario provinciale di Grande Sicilia, Enzo Vinciullo, ha chiesto all’Asp di Siracusa di incrementare le ore di lavoro dei medici veterinari ambulatoriali convenzionati, per rafforzare la lotta alla tubercolosi e alla brucellosi negli allevamenti bovini e ovini della provincia. La richiesta prende spunto da un analogo provvedimento già adottato nella provincia di Messina, indicato da Vinciullo come modello da replicare.
VInciullo ha ricordato il ruolo centrale dei servizi veterinari all’interno del Servizio Sanitario Nazionale e la loro inclusione nei Livelli Essenziali di Assistenza (LEA). “È ampiamente noto che i servizi veterinari rappresentano una componente indispensabile del Servizio Sanitario Nazionale”, ha sottolineato Vinciullo, evidenziando come questi professionisti vigilino quotidianamente sulla sicurezza alimentare e sul benessere animale, dalla filiera della carne a quella del latte e dei suoi derivati.
Particolare attenzione viene riservata al rischio di diffusione delle due malattie a causa della presenza sempre più estesa di cinghiali e di incroci tra maiali e cinghiali nel territorio. Secondo Vinciullo, tali animali selvatici rappresentano un vettore di contagio che minaccia anche gli allevamenti attualmente indenni. Il commissario ha indicato come zona di rischio epidemiologico l’area di confine tra le province di Siracusa e Ragusa.
Si tratterebbe, secondo Vinciullo, di riconoscere otto ore settimanali aggiuntive ai veterinari convenzionati che non hanno ancora raggiunto il completamento dell’orario previsto. «Con un investimento di poche migliaia di euro — ha concluso il commissario — si potrebbe rafforzare la presenza sul territorio di professionisti altamente specializzati, rendendo più efficace il controllo sanitario.» Vinciullo ha espresso fiducia nella volontà del commissario dell’Asp di Siracusa di adottare quella che ha definito «una decisione saggia e importante per l’economia e per il patrimonio zootecnico della nostra provincia».












