Turista disperso in mare, ricerche senza esito. Speranze ridotte al lumicino

 Turista disperso in mare, ricerche senza esito. Speranze ridotte al lumicino

Le speranze si assottigliano con il passare delle ore. Sono ormai ridotte al lumicino le possibilità di ritrovare in vita il 13enne danese disperso da venerdì mattina, dopo un tuffo in mare nella zona di Eloro, a Noto. Il tempo, in queste situazioni, non è mai una variabile indifferente e bene lo sanno i soccorritori. Ogni ora che passa senza notizie, rappresenta un colpo durissimo per chi prega per un epilogo diverso. La speranza di un miracolo è appesa a un filo sottilissimo.
Intanto, non si ferma la macchina dei soccorsi. I sommozzatori continuano a scandagliare fondali difficili, resi ancora più insidiosi dalla scarsa visibilità. Dall’alto, invece, droni ed elicotteri si alternano senza sosta, nel tentativo di individuare anche il minimo indizio utile a localizzare il ragazzo e restituire almeno un corpo alla famiglia, distrutta dal dolore. In mare e lungo la costa operano senza sosta Guardia Costiera, Vigili del Fuoco, Polizia di Stato, Protezione Civile ed anche alcuni circoli nautici locali, tutti impegnati in uno sforzo corale coordinato dalla Prefettura di Siracusa. Al momento, però, senza esito.
Non si esclude che da lunedì possa essere disposto un progressivo allentamento del dispositivo SAR, fin qui massiccio e capillare.
Il giovane turista si trovava in compagnia di un’amica quando, venerdì mattina, ha deciso di entrare in acqua. Sarebbe stato trascinato via da un’onda, sparendo in pochi istanti. È stata la ragazza, sotto shock, a lanciare l’allarme. Da quel momento è scattata la complessa macchina delle ricerche, che sta battendo un ampio tratto di mare, da Eloro fino alla foce del fiume Tellaro.
Nel dettaglio, il piano operativo vede il coordinamento del Maritime Rescue Sub Center (MRSC) dell’11° Centro della Guardia Costiera di Catania, con il supporto della Capitaneria di porto di Siracusa. In mare sono impegnate la motovedetta SAR CP 323 di Siracusa e un battello costiero proveniente da Marzamemi, mentre dall’alto operano un elicottero del Nucleo aereo della Guardia Costiera e uno dei Vigili del Fuoco, che si alternano nelle attività di perlustrazione.
Fondamentale anche il contributo dei nuclei subacquei: squadre di sommozzatori dei Vigili del Fuoco vengono impiegate in rotazione con i colleghi della Guardia Costiera giunti da Messina, per garantire una copertura continua delle operazioni sui fondali.
Parallelamente, lungo la fascia costiera – sia a nord che a sud rispetto al punto della scomparsa – proseguono le ricerche a terra. Spiagge, anfratti e tratti più impervi vengono controllati sotto il coordinamento dell’Ufficio marittimo di Avola, con il supporto della Protezione Civile e pattuglie miste di Guardia Costiera, Polizia di Stato e Vigili del Fuoco.
Già nelle prime ore successive all’allarme, le operazioni erano andate avanti senza sosta fino a tarda sera, con un dispiegamento imponente di mezzi: una motovedetta d’altura, un battello costiero, due elicotteri, tre squadre di sommozzatori tra Vigili del Fuoco e Polizia di Stato, oltre a moto d’acqua, gommoni di circoli nautici e numerose pattuglie a terra.
Uno sforzo straordinario. E mentre le ricerche continuano, cresce l’angoscia del tempo che passa.

 

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