Va al mare, la spiaggia come una discarica: “Ho rinunciato al bagno e mi sono messo a pulire”
Questa è la storia di una scelta responsabile che vale come esempio da seguire. Il protagonista è un siracusano di nome Angelo. Come tanti altri, ha deciso di trascorrere al mare le giornate coincise con il ponte del 2 giugno. Aveva scelto Marina di Priolo per qualche ora di relax. Ma quello che Angelo si è trovato davanti agli occhi, gli ha fatto cambiare programma. Rifiuti di ogni genere erano disseminati lungo la spiaggia: plastica, cartacce, lattine e spazzatura varia.
Molti, probabilmente, avrebbero scelto di andare via e cercare un altro angolo di serenità in riva al mare. Non Angelo. Lui ha preso una decisione diversa. Ha rinunciato al bagno e si è messo a raccogliere i rifiuti. “Dalle 10 fino alle 14.30 sono rimasto a pulire la spiaggia. Era un delirio”, racconta. Armato soltanto di buona volontà, ha raccolto sacchi su sacchi di spazzatura, caricando tutto sul suo furgone per poi conferirli correttamente.
Un gesto semplice ma significativo, che non è passato inosservato tra i presenti. “Molta gente mi diceva: ce ne fossero persone come lei. Ma non c’è bisogno di persone come me”, spiega Angelo. “L’importante è che ognuno pulisca il tratto di spiaggia dove mette l’asciugamano. Basterebbe questo per avere spiagge sempre a posto”. Facile a dirsi, difficile a farsi oggigiorno.
In una giornata segnata dall’amarezza per le condizioni della spiaggia, Angelo porta però a casa un’immagine che gli restituisce fiducia. Due ragazzini si sono avvicinati mentre era impegnato nella raccolta dei rifiuti. “Una bambina mi ha portato alcune cose che aveva trovato vicino al suo asciugamano. Un altro bambino mi ha detto: lei è una brava persona”. Piccoli gesti che alimentano la speranza. “Speriamo che in questi due bambini sia stato seminato il senso della responsabilità”, conclude Angelo.
Una lezione di civiltà senza proclami e senza clamore. L’azione di Angelo – che non è nuovo ad azioni simili – ci ricorda come la tutela dell’ambiente non dipende soltanto dagli interventi delle istituzioni, ma soprattutto dai comportamenti quotidiani di ciascuno di noi.











