Zabo, cinquant’anni di radio con passione: Siracusa celebra Salvo Ruiz, riconoscimento al Vermexio
Cinquant’anni di microfono, di creatività e di amore assoluto per la radio. Questa mattina il sindaco di Siracusa, Francesco Italia, ha consegnato una targa celebrativa a Zabo, nome d’arte di Salvo Ruiz, storico volto e voce dell’emittenza privata siciliana che taglia il traguardo del mezzo secolo di carriera.
Un riconoscimento che rende omaggio ad uno dei personaggi più iconici e amati della radio locale, capace di attraversare generazioni mantenendo intatta la stessa energia contagiosa degli esordi. Camaleontico, vulcanico, imprevedibile, Zabo ha scritto una pagina importante della storia delle radio libere in Sicilia, trasformando ogni trasmissione in uno spettacolo fatto di improvvisazione, ironia, musica e contatto diretto con il pubblico.
La storia artistica di Salvo Ruiz inizia, però, ben prima della radio. Negli anni della scuola fonda il gruppo d’avanguardia “Teatro Spazio”, composto da quaranta elementi, distinguendosi come attore e regista teatrale fino alla conquista del premio “Capodieci” per il teatro. Ma è nel 1976, con la nascita delle prime radio private siracusane, che prende vita il personaggio Zabo.
Davanti al microfono non si limita a lanciare canzoni o leggere dediche. Coinvolge gli ascoltatori, inventa giochi, sketch e quiz, fa cantare il pubblico e conduce maratone radiofoniche che diventano veri eventi popolari. La sua forza è la capacità di trasformare la radio in una piazza aperta, viva, partecipata. Nasce così Radio Sicilia, la storica emittente fondata da Ruiz e ancora oggi attiva. Proprio dagli studi di Radio Sicilia arrivano le imprese che renderanno Zabo celebre anche a livello nazionale. Nel 1979 conquista il primo record italiano di trasmissione radiofonica no-stop: 120 ore consecutive davanti ai microfoni, senza dormire, per cinque giorni e cinque notti. Un’impresa che attira l’attenzione del celebre conduttore Claudio Cecchetto, che lo invita su Rai Uno, durante la trasmissione “Disco Ring”, per raccontare quella straordinaria performance.
Da lì inizia una sfida continua con se stesso. Nel 1980 migliora il suo primato restando in diretta per 153 ore e 19 minuti, sostenuto da centinaia di ascoltatori che si alternano giorno e notte negli studi radiofonici. Ma il record più incredibile arriva nell’estate del 1981: 253 ore e 19 minuti consecutive di trasmissione, ovvero undici giorni e dieci notti senza interrompere il contatto con il pubblico. Una maratona monitorata da Studio 105 di Milano, con regole rigidissime e la presenza costante di medici in studio.
Dietro le performance da record c’è sempre stato però anche il lato umano di Zabo. Già nel 1976 aveva dato vita a quella che venne definita “la maratona della bontà”, quattro giorni e quattro notti in diretta per raccogliere fondi destinati a una bambina siracusana che necessitava di costosi interventi di chirurgia plastica facciale. Grazie alla mobilitazione dei cittadini furono raccolti 50 milioni di lire.
Oggi, cinquant’anni dopo, la voce di Zabo continua a rappresentare un simbolo della radio autentica, senza dimentica i sacrifici e le intuizioni degli esordi e soprattutto mantenendo un rapporto speciale con gli ascoltatori.














