• Zona industriale, il Consiglio comunale di Priolo approva mozione “salva depurazione”

    Sulla zona industriale di Siracusa pende anche la spada di Damocle della depurazione, dopo l’inchiesta che ha portato al sequestro del depuratore consortile ed al divieto di conferimento dei reflui industriali in quella struttura. Il Consiglio comunale di Priolo, nel corso dell’ultima seduta, ha approvato una mozione con cui conferisce mandato al sindaco facente funzioni, Maria Grazia Pulvirenti, e al presidente del Consiglio, Alessandro Biamonte, di chiedere un incontro al Governo nazionale e a quello regionale “per valutare l’adozione di interventi legislativi immediati che coniughino tutela della salute e dell’ambiente con il diritto al lavoro e per reperire le risorse necessarie per realizzare le opere migliorative prescritte dalla Procura ed analizzare il problema della futura gestione”.
    Oltre al sequestro dell’impianto, l’ordinanza ha disposto – come detto – anche l’interruzione del conferimento dei reflui da parte delle grandi industrie, consentendo il flusso ai soli reflui urbani dei Comuni di Priolo e Melilli. La gestione futura del depuratore, in queste condizioni, non sarebbe tecnicamente ed economicamente sostenibile per il solo comune di Priolo. Il Consiglio comunale priolese ha voluto rimarcare una volta di più, nero su bianco, il timore di “immediate ripercussioni di ordine occupazionale, sociale ed economico” in un contesto come quello della cittadina che basa la sua economia sulle vicine industrie. Ed in cui non mancano le tensioni sociali, anche per l’altra importante vicenda ovvero Isab Lukoil ed il rischio chiusura con l’embargo al petrolio russo via mare.

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