• Zona rossa in Sicilia, è solo l’inizio. Musumeci: “pronto a prorogarla ed a chiudere la scuola”

    Zona rossa per due settimane in Sicilia. Ma potrebbe essere solo l’inizio di un periodo segnato da restrizioni crescenti. Lo ha lasciato intendere il presidente della Regione, Nello Musumeci, durante la conferenza stampa di questa mattina a Catania. La Sicilia, purtroppo, ha uno dei tassi di contagio più alto in Italia. “E la zona rossa era l’unico possibile rimedio”, ha spiegato il presidente. Adesso, sotto stretta osservazione finiscono i dati epidemiologici. Perchè se alla data del 31 gennaio non ci dovessero essere significativi miglioramenti, “adotteremo ulteriori misure restrittive e prorogheremmo la zona rossa”.
    Una delle prime restrizioni potrebbe riguardare la scuola. Da lunedì ripartono le lezioni in presenza per elementari e prime medie. “Ma se il dato non convincerà (al 31 gennaio, ndr) chiuderò anche le scuole elementari e la prima media”, ha anticipato Musumeci. “Allo stato attuale non sono le scuole il focolaio di infezione e però se il dato non cala, dobbiamo impedire che escano da casa bidelli, insegnanti, ragazzi”.
    La linea della Regione è chiara: “tutto quello che sarà necessario fare per stabilizzare i dati, sarà fatto”. Ma il presidente della Regione ben sa che ogni provvedimento restrittivo rimane privo di efficacia pratica se non accompagnato da controlli e sanzioni. “E’ chiaro che possiamo fare mille ordinanze, ma se non vengono osservate e se nessuno controlla e sanziona non otterremo alcun risultato. Ecco perchè mi appello ai prefetti dell’Isola. C’è una chiara maggioranza che rispetta le regole però esiste anche minoranza che, per incoscienza o non so quale altro motivo, continua a disattendere le disposizioni costringendo tutti ad enormi sacrifici”.
    Quanto alle critiche piovute sul suo governo per le decisioni assunte, Musumeci tira dritto. “Nessuno è mai contento. C’è sempre una fascia che, per interessi personali non conciliabili con quelli della maggioranza, si lamenta. Noi tiriamo dritto. Abbiamo il dovere di guardare alla salute di tutti”.

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