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Aggressione al Sert. Il racconto della Guardia Giurata

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Lo scorso 25 settembre si è ritrovato con un coltello puntato contro. Lui, Sebastiano Macca, guardia giurata al Sert di Siracusa, ha gestito con sangue freddo l’emergenza. Non ha consegnato la pistola d’ordinanza come il malvivente gli aveva intimato. Oggi esce allo scoperto e da segretario provinciale della Cisal-Sinalv racconta quei drammatici momenti. “Ero regolarmente in servizio. D’un tratto l’aggressione. Non so perché l’uomo volesse la mia pistola. Mi fa rabbia sapere che le telecamere di sorveglianza non funzionassero. Spero vivamente che le impronte sul coltello o sul taglierino riescano a portare all’arresto dell’aggressore”.
Macca confessa che qualche istante di paura c’è stato. “Per come sono andate le cose, mi sento un miracolato”. Macca non dimentica il ruolo istituzionale di sindacalista e parla allora della difficoltà crescente della professione. “Noi guardie giurate siamo abituate a lavorare in silenzio. Abbiamo una esperienza che non deve permettere di farci considerare lavoratori di serie B”. E per questo rinnova la richiesta d’incontro a Prefetto e Questore. “Così potrei loro illustrare in che condizioni di scarsa sicurezza siamo costretti a lavorare,a lle volte con la beffa di non venire neanche regolarmente pagati”.

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