• Crollo alla Cittadella dello Sport di Siracusa: "Io, miracolato. Ma se c'erano i bambini…"

    Sono le 13.30 di un tranquillo martedì, martedì 18 marzo. Come ogni giorno, tra i campi e la piscina della Cittadella dello Sport ci sono decine e decine di persone. Chi corre dietro ad un pallone, chi allaccia i pattini, chi nuota. E chi si prepara ad una sana pratica sportiva, come Antonio Mignosa.
    Come decine e decine di volte in precedenza, si sta cambiando dentro lo spogliatoio sotto la tribuna della Caldarella. Pochi minuti dopo deve entrare in acqua per l’allenamento di nuoto master con l’Ortigia. “D’un tratto sento un fragore, come un boato. In un istante mi ritrovo avvolto in una nuvola di polvere e calcinacci”. Tossisce, cerca un appiglio. Poi trova il coraggio di guardare in alto. Una parte del tetto dello spogliatoio è crollato. Mignosa può ringraziare la sua buona stella perchè il materiale (cocci di mattoni, persino quello che sembra un travertino in cemento) lo ha solo sfiorato. Pochi centimetri e oggi staremmo parlando di un’altra storia. “Mi hanno soccorso i ragazzi dell’Ortigia subito accorsi. Dopo un momento di smarrimento, noto subito che una parte di soffitto è venuta giù”.
    Pochi i danni per Mignosa, limitati giusto a qualche oggetto personale. “Si vede che non era ancora il mio momento…”, scherza oggi esorcizzando quella grande paura.  Ma in quegli stessi locali, ogni giorno, si cambiano atleti giovani e giovanissimi. “Di pomeriggio quello spogliatoio è davvero affollato. Cosa sarebbe successo se il crollo fosse accaduto solo un paio di ore dopo?”, si domanda Mignosa. La risposta è immaginabile: “una tragedia”.
    Non chiederà un risarcimento nè intraprenderà un’azione per i danni. “Tuttavia, considerando il dovere morale e il ruolo pubblico che ricopro nel campo della sicurezza e dell’accertamento rischi, ho presentato un esposto alle autorità competenti per fare chiarezza sulla vicenda e sulle responsabilità”.

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