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La confessione: “ho ucciso io Panarello”. Contrasti nello spaccio il movente. Trovata l’arma

arresto-parcella

Ha già ammesso le sue responsabilità Jonathan Parcella, sospettato di essere l’autore dell’omicidio di Aldo Panarello. Dopo il fermo e l’interrogatorio, è stato dichiarato in arresto e tradotto in carcere a piazza Lanza, a Catania.
Rinvenuta anche l’arma utilizzata per l’omicidio, una pistola Beretta calibro 7,65 che, unitamente a due caricatori contenenti ancora sette cartucce, è stata trovata occultata all’interno dell’autovettura di un famigliare dell’omicida.
Non è stato sufficiente allontanarsi da Lentini e tentare di far perdere le proprie tracce subito dopo il delitto. Carabinieri e Polizia, in operazione congiunta, lo hanno bloccato nei pressi di Centro Sicilia, a Catania.
Il movente dell’omicidio è legato ad una serie di contrasti che nel tempo si erano acuiti tra i due, culminati nell’incendio dei beni di proprietà del padre del Parcella, avvenuto nella prima mattinata dell’altro ieri: sarebbe stato Panarello a dare alle fiamme un camper e un fabbricato nella campagne di Carlentini. Ma l’escalation dei loro contrasti traeva origine anche da divergenze nate a seguito di alcuni screzi nella gestione dello spaccio di stupefacenti sulla piazza locale.
Proprio per questo motivo, Jonathan Parcella avrebbe deciso di regolare i conti con la vittima affrontandola, armi in pugno, in piazza Aldo Moro, Lentini.

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