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Mini regionali. L’ultima parola del Cga, si vota a Pachino e Rosolini. Vinciullo: “Si sciolga il Parlamento Siciliano”

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Il Cga di Palermo ha deciso: a Pachino e a Rosolini si replicano le elezioni regionali del 2012. Ma solo in 9 sezioni. Richiamato al voto lo stesso corpo elettorale di due anni fa, nonostante nel frattempo ci siano stati dei decessi e alcuni candidati abbiano cambiato schieramento.  È l’ultimo atto di una lunga telenovela. Deluso chi sperava in un colpo di scena, specie dopo il richiesto parere del prefetto di Siracusa acquisito dal Consiglio di Giustizia. “Una sentenza incredibile – ha dichiarato il deputato regionale Bruno Marziano-, che non tiene conto della dichiarazione del prefetto e che pervicacemente ribadisce il ritorno alle urne. Paradossalmente, la  sentenza del 3 settembre scorso, che aveva determinato una aspettativa di revocazione, ha fatto solo perdere 20 giorni di campagna elettorale a quanti di noi sono impegnati nella mini tornata. Essendo stato uno dei deputati più presenti nel territorio, e avendo in questi anni lavorato per risolvere i problemi dell’agricoltura delle due comunità e dell’intera zona sud, affronto le elezioni con grande serenità sicuro del sostegno che mi daranno gli elettori”.
Di decisione sorprendente parla anche il deputato regionale Enzo Vinciullo. “Prendo atto con grande amarezza che non si è’ voluta accertare la verità e colpire coloro i quali avevano effettivamente fatto ricorso all’uso fraudolento della scheda ballerina, preferendo, invece, sparare sul mucchio, mandando tutti alle urne. Non conosco ne mi interessa, a questo punto, conoscere le motivazioni adottate dal CGA, non comprendo, però, il motivo per il quale è stato scomodato il Signor Prefetto di Siracusa, chiedendogli un autorevole parere dall’esito chiaro e certo. So solo che questa decisione cancella sessant’anni di Autonomismo Parlamentare e questa era l’unica motivazione per la quale avevo intrapreso questa battaglia: la difesa della legislazione parlamentare siciliana. Da oggi, il Parlamento Siciliano non ha più motivo di esistere, i suoi poteri sono stati espropriati definitivamente; lo si sciolga, pertanto, dal momento che non siamo stati in grado di difenderLo in maniera nobile ed alta, cosa che, invece, avevano fatto i nostri Padri che avevano garantito rango Costituzionale allo Statuto della Regione Siciliana”.

 

 

 

 

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