• “Ora ha n’escere i soldi…” e quei 500 voti “sicuri”: le intercettazioni che finiscono nell’indagine della Dda

    E’ il 19 novembre del 2017. Pippo Gennuso, rieletto deputato regionale, ringrazia in un comizio pubblico gli elettori. Poco distante, i carabinieri seguono una scena. Ascoltano, intercettano, fotografano. Un uomo, non meglio identificato, dice all’indirizzo di Rubino: “…ora ha n’escere i soldi…”. Rubino intima al suo accompagnatore di non gesticolare e di non parlare a voce alta.
    In un’altra intercettazione, Giamblanco parla con Rubino. “Abbiamo 4/500 voti, ma li abbiamo con i fatti! I soldi ci vogliono!”. Rubino gli risponde: “Noialtri stiamo facendo la base! Lo sai come la stiamo facendo? Cinquanta euro, no? A famiglia! Quanti sono? Cinquanta euro lui li sta uscendo! La base nostra cinquanta euro a persona!”.
    Sono alcune delle frasi e delle conversazione che finiscono nelle indagini della Dda che hanno portato all’arresto di Pippo Gennuso (domiciliari) e di Massimo Rubino (48 anni, domiciliari) e Francesco Giamblanco (31 anni, in carcere).

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