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Priolo e l’effetto Gela. Preoccupazione per le nuove politiche di Eni-Versalis. Chiesto un incontro urgente al management del cane a sei zampe

versalis

Anche a Priolo sale la tensione all’interno dell’impianto Versalis, di proprietà del gruppo Eni. L’azienda del cane a sei zampe ha denunciato gravi perdite nel settore della raffinazione, a causa di un surplus europeo di 120 milioni di tonnellate di raffinato e ha comunicato ai sindacati che garantisce le continuità operativa solo per la raffineria di Sannazzaro (Pavia) e della propria quota del 50% su quella di Milazzo. Tutto in discussione, invece, per le raffinerie di Gela, Taranto, Livorno, Porto Marghera (Venezia)e proprio Priolo.
La paura di una clamorosa uscita di scena di Eni in Sicilia è palpabile.
Eppure non più tardi di un anno fa veniva siglato l’accordo per la riconversione di Versalis in impianto a “chimica verde”.  Una riconversione da 400 milioni di investimenti annunciati. Un progetto che rimane sospeso, senza conferme su tempistiche e modalità. Versalis ha sempre confermato la volontà di voler mantenere gli attuali livelli occupazionali ma le nuove politiche di Eni in Sicilia potrebbero rivoluzionare questo intendimento. Ecco perchè i sindacati hanno chiesto un incontro urgente all’amministratore delegato della Versalis, Daniele Ferrari per avere certezze sul futuro della chimica a Priolo e sugli investimenti per la riconversione del vecchio impianto di polietilene.

In vista dell’incontro del 18 luglio a Roma, la Uiltec ha convocato un’assemblea dei lavoratori per lunedì 14 luglio alle 16 presso la mensa ovest dello stabilimento.

 

 

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