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Sara, la mamma coraggio che lotta per il suo Tony: “chiedo giustizia, impiegherò tutte le forze rimaste”

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La Procura di Roma verso l’archiviazione del caso Tony Drago. Il giovane caporale siracusano venne trovato privo di vita all’interno della caserma Sabatini di Roma il 6 luglio del 2014. “Suicidio” si disse in un primo momento e frettolosamente. Una ricostruzione mai accettata dalla famiglia del ragazzo siracusano. Mamma Sara ha combattuto con forza da quel momento, riuscendo insieme al suo legale, Dario Riccioli, a far riaprire le indagini, spiegando con l’ausilio di perizie tecniche – in larga parte accolte anche dalla Procura – come parlare di suicidio fosse errato.
La ricostruzione della famiglia parla di presunto nonnismo, con il caporale siracusano che sarebbe stato costretto “a compiere delle flessioni sulle dita, durante le quali ha subito un colpo alla schiena che ha frantumato vertebre e costole e determinato uno stato di asfissia. Infine, è stato colpito mortalmente alla testa”.
La Procura di Roma ha chiesto però l’archiviazione del procedimento perché: “i dubbi sono purtroppo maggiori rispetto alle certezze: sulla dinamica dei fatti, sulla sussistenza di episodi di nonnismo, su eventuali reticenze dei commilitoni di Drago”.
Mamma Sara non molla. “Impiegherò tutte le forze che mi rimangono in corpo affinché sia fatta Giustizia”, scrive in una accorata lettera. Ne ha parlato su Fm Italia, durante il programma Doppio Espresso.

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