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MCDONALD 03-2018

Siracusa. Agon, il processo simulato: Eracle assolto dal tribunale del Teatro Greco

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Circa 3.000 spettatori hanno seguito la dodicesima edizione di Agon, al teatro greco di Siracusa. Si tratta del processo simulato ai personaggi delle tragedie greche rappresentate a Siracusa. Sul banco degli impupati quest’anno Eracle, interpretato da Mariagiulia Colace nello spettacolo diretto da Emma Dante.
“Omicidio aggravato o follia non punibile?” il punto di partenza dell’analisi giuridica. Nella tragedia di Euripide, l’eroe e semidio della mitologia greca è accusato di aver assassinato la moglie Megara e i suoi figli dopo averli liberati dal tiranno Lico. Il protagonista diventa dunque oggetto della peggiore catastrofe per sua stessa mano, ma è al contempo “vittima” del malvagio piano di Era, che riesce nello scopo di farlo impazzire attraverso Iris, sua messaggera, e Lissa, personificazione della rabbia.
Ad introdurre i lavori è stato Michele Consiglio, magistrato e presidente del Consiglio Scientifico Regionale del Siracusa International Institute che organizza l’appuntamento in collaborazione con la Fondazione Inda e l’associazione Amici dell’Inda.
Il tribunale del teatro greco ha visto Giovanni Canzio, primo presidente emerito della Corte Suprema di Cassazione, nel ruolo di giudice. A sostenere i panni di pubblico accusatore è stato Antonio di Pietro, già sostituto procuratore del pool di Mani Pulite, mentre la difesa di Eracle è stata sostenuta da Giuseppe Fanfani, presidente della nona commissione del Consiglio Superiore della Magistratura.
Al termine di un dibattito quanto mai appassionante e coinvolgente, il pubblico ha espresso il suo giudizio, sventolando a larghissima maggioranza i cartellini rossi e dunque condannando Eracle “per l’eternità”, come chiesto dall’accusa.
Di diverso avviso però il giudizio espresso dal giudice Giovanni Canzio che, dopo aver ricostruito i fatti e spiegato al pubblico i principali elementi di valutazione, ha assolto Eracle in quanto incapace di intendere e di volere al momento del delitto, disponendo esclusivamente il ricovero in un ospedale psichiatrico.

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