• Siracusa. Agon, il processo simulato: Eracle assolto dal tribunale del Teatro Greco

    Circa 3.000 spettatori hanno seguito la dodicesima edizione di Agon, al teatro greco di Siracusa. Si tratta del processo simulato ai personaggi delle tragedie greche rappresentate a Siracusa. Sul banco degli impupati quest’anno Eracle, interpretato da Mariagiulia Colace nello spettacolo diretto da Emma Dante.
    “Omicidio aggravato o follia non punibile?” il punto di partenza dell’analisi giuridica. Nella tragedia di Euripide, l’eroe e semidio della mitologia greca è accusato di aver assassinato la moglie Megara e i suoi figli dopo averli liberati dal tiranno Lico. Il protagonista diventa dunque oggetto della peggiore catastrofe per sua stessa mano, ma è al contempo “vittima” del malvagio piano di Era, che riesce nello scopo di farlo impazzire attraverso Iris, sua messaggera, e Lissa, personificazione della rabbia.
    Ad introdurre i lavori è stato Michele Consiglio, magistrato e presidente del Consiglio Scientifico Regionale del Siracusa International Institute che organizza l’appuntamento in collaborazione con la Fondazione Inda e l’associazione Amici dell’Inda.
    Il tribunale del teatro greco ha visto Giovanni Canzio, primo presidente emerito della Corte Suprema di Cassazione, nel ruolo di giudice. A sostenere i panni di pubblico accusatore è stato Antonio di Pietro, già sostituto procuratore del pool di Mani Pulite, mentre la difesa di Eracle è stata sostenuta da Giuseppe Fanfani, presidente della nona commissione del Consiglio Superiore della Magistratura.
    Al termine di un dibattito quanto mai appassionante e coinvolgente, il pubblico ha espresso il suo giudizio, sventolando a larghissima maggioranza i cartellini rossi e dunque condannando Eracle “per l’eternità”, come chiesto dall’accusa.
    Di diverso avviso però il giudizio espresso dal giudice Giovanni Canzio che, dopo aver ricostruito i fatti e spiegato al pubblico i principali elementi di valutazione, ha assolto Eracle in quanto incapace di intendere e di volere al momento del delitto, disponendo esclusivamente il ricovero in un ospedale psichiatrico.

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