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Siracusa. Bombe carta, la strategia della tensione della criminalità organizzata

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Quarantotto ore dopo il vertice in Prefettura in tema di sicurezza, quasi fosse una sorta di risposta della criminalità organizzata, ecco esplodere una nuova bomba carta. All’interno di un condominio, superando un cancello e mura di cinta che dovrebbero rappresentare un valore aggiunto di protezione. Colpita l’auto di un rappresentante di articoli per pasticceria e dolciumi.
Bersaglio insolito per “messaggi” intimidatori. E’ una vendetta personale non legata alla criminalità organizzata? Il ricorso ad una bomba carta pare, in verità, richiamare gli ultimi episodi avvenuti in città ed inserirsi in quella strategia della tensione che ha segnalato nell’ultima settimana una continua escalation: solo lo scorso martedì veniva data alle fiamme l’auto del primo cittadino, Giancarlo Garozzo. E in precedenza le due bombe carta ai danni di altrettante attività, colpite a distanza di 48 ore. In tutti i casi, nessun segnale o richiesta estorsiva “recapitato” agli sfortunati protagonisti degli episodi.
Paolo Borrometi, giornalista impegnato nella lotta alla mafia, parla di situazione “incredibile”. E quasi a legare le cose, ricorda come “elementi di spicco del clan Bottaro-Attanasio sono libertà”.

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