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Siracusa. Da internet ai contenuti, serve tutto per i totem intelligenti “spenti” dopo l’addio del Cnr

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Era il giugno del 2014 ed a Siracusa debuttavano i totem “intelligenti”. Scatole nere, alte e strette, piazzate in alcuni dei punti di grande afflusso turistico del centro storico e del parco archeologico. Erano 6 i totem che il Cnr aveva destinato a Siracusa per la sperimentazione. Altri 4 sono poi arrivati con il relamping in Ortigia.
Hanno regolarmente funzionato fino a pochi mesi fà. Davano informazioni sulla città, splendide ricostruzioni in computer grafica dei suoi principali monumenti, divertenti app ma anche notizie utili per spostarsi a Siracusa. Il “Qr code”, invece, permetteva esperienze di realtà aumentata su smartphone o tablet.
Ma conclusa la fase di sperimentazione (e quindi la collaborazione con Cnr e i contenuti che assicurava) tocca al Comune prendersi cura dei totem, dal punto di vista economico e gestionale. Attualmente, il totem di piazza Duomo è guasto e sul display rimbalza un messaggio di errore come nei primi videogiochi Atari; poco distante, in piazza Minerva, totem direttamente spento e tenuto insieme da un curioso laccio; degli altri si è persa l’originaria funzione: in piazza Archimede, in Largo XXV Luglio e accanto al Talete appare solo la schermata che promoziona il wi-fi gratuito in Ortigia.
Per riattivarli e dotarli di contenuti utili – sono o non sono intelligenti ? – servirebbe una voce di bilancio e un ufficio dedicato, o quasi. Anche lo Smart Lab potrebbe tornare utile al caso, ma anche quell’esperienza viaggia verso la conclusione.
Cosa serve per rimetterli in servizio? Innanzitutto 10 schede sim con abbonamento dati, per mettere in rete (e far funzionare) i totem. Poi una generale manutenzione sulle “macchine”. Pare che il computer interno al totem di piazza Duomo sia bello che andato. Qualora anche dovesse individuarsi un capitolo di spesa ad hoc per la prima spesa, rimane da capire chi deve occuparsi dei nuovi contenuti. Quelli assicurati dal Cnr non possono più essere utilizzati, serve altro. Originale e con i diritti regolarmente detenuti.
Allora nasce la domanda, chi deve creare le “pagine” interattive da sfogliare nei totem? L’ufficio Politiche Innovative è già ingolfato. All’interno, poi, non ha – certo non per sua colpa – professionalità capaci di sviluppare simili risorse. Si potrebbe chiamare, allora, in causa lo Smart Lab che però – dicevamo – sta per chiudere i battenti.
E allora l’unica risorsa tornano ad essere i privati. Attraverso un bando si potrebbe proporre la gestione dei totem ad una società esterna al Comune. In cambio della possibilità di vendere spazi pubblicitari tra le pagine dei contenuti presenti nei totem, il privato curerebbe la rinascita dei totem oggi poco utile arredo urbano. Soluzione comunque rinviata al 2018. Intanto i totem del futuro sono (al momento) già passato.

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