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Siracusa. Ginnasio romano soffocato da erbacce e incuria: “vergogna, monumento distrutto”

ginnasio romano

E’ un duro atto d’accusa. E porta la firma di uno degli storici dell’arte più influenti nel tessuto locale: Paolo Giansiracusa. Senza mezzi termini denuncia l’avvenuta “distruzione” (metaforica, ndr) di un monumento di cui si è annientata la memoria: il ginnasio romano.
“L’opera architettonica del I° secolo d.C. non c’è più″, dice Giansiracusa. “E’ sotterrato dalle sterpaglie, dall’indifferenza, dall’inciviltà. I turisti in visita a Siracusa constatano con amarezza come la Regione Siciliana cura i propri monumenti classici…”.
I problemi sono noti. Il cancello è chiuso da diversi mesi, il viale d’accesso è nascosto dalle sterpaglie, sensazione di abbandono ovunque. “Il monumento è morto”, la sentenza dello storico. “Vergogna, solo vergogna possiamo provare per essere totalmente incapaci di difendere la nostra storia e i suoi documenti di maggior pregio”.
In effetti del piccolo teatro, del quadriportico e del tempio, “probabilmente dedicato a Serapide”, non si vede più nulla.

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