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Siracusa. Slitta ancora l’approvazione del Daspo Urbano, multe salate per mendicanti e lavavetri

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Cade ancora il numero legale e slitta l’approvazione del Daspo Urbano a Siracusa. Il  Consiglio Comunale si è riunito ieri pomeriggio, ripartendodal punto rimasto in sospeso prima della pausa estiva dei lavori. Ovvero il nuovo regolamento di Polizia Urbana che permetterà l’applicazione della misura introdotta dal recente decreto sicurezza del ministro Minniti. Diversi gli articoli affrontati e approvati. L’assise cittadina non è però arrivata al termine del percorso previsto, venendo meno il numero legale. Dopo i tentennamenti di inizio mese che sono valsi più di una critica al Consiglio comunale, il dibattito è partito, ma tre sedute non sono ancora state sufficienti per approvare la misura di contrasto al dilagare del fenomeno dei parcheggiatori abusivi, dal caso eclatante del parco della Neapolis fino al centro storico e la zona dell’ospedale. Con il si” del civico consesso, il Daspo Urbano sarebbe subito esecutivo. I vigili urbani hanno già i moduli pronti per applicare anche da domani i primi allontanamenti validi per 48 ore. In caso di recidività – se cioè il posteggiatore dovesse essere nuovamente sorpreso “a lavoro” nella medesima zona – scatta la segnalazione alla Questura per l’emissione dell’allontanamento coatto fino a sei mesi. “Via libera” anche alla previsione di multe salate per chi viene sorpreso dalla polizia municipale a chiedere l’elemosina. Per i mendicanti, ammenda dai 100 ai 600 euro.Lo prevede l’approvato articolo 4 del regolamento, oggetto di polemiche ieri nell’aula consiliare di palazzo Vermexio come questa mattina sui social network. Tra chi ha espresso una posizione critica, il consigliere comunale Alessandro Acquaviva.” Il consiglio comunale- spiega- ha introdotto ,nel regolamento della polizia municipale, la sanzione amministrativa di 100 Euro per chi chiede l’elemosina e per i lavavetri . Poi, peró, viene bocciato l’emendamento che innalza da 100 euro a 300 euro la sanzione minima x i parcheggiatori abusivi che tanto danno di immagine arrecano alla città”. Il consiglio comunale è stato aggiornato a questa sera alle 18 (quorum ridotto). L’assise ricomincerà dall’esame dell’articolo 5. Per quanto concerne gli articoli approvati, il numero 3 vieta, in luogo pubblico, aperto al pubblico od esposto al pubblico, di compiere atti che possano offendere la pubblica decenza, tra cui soddisfare le esigenze fisiologiche, compiere la pulizia personale, esibire parti intime del corpo: la violazione di queste disposizioni prevede la sanzione amministrativa del pagamento di una somma da 50 a 300 euro. L’esercizio della prostituzione, che sarà desumibile dallo stazionamento con atteggiamenti tesi all’adescamento ovvero con abbigliamento e atteggiamento non rispondente ai canoni della pubblica decenza sarà soggetto alla sanzione amministrativa del pagamento di una somma da 150 a 450 euro.
Per Tony Bonafede si tratta di una ripetizione di norme già esistente nel Testo unico delle leggi di pubblica utilità. Secondo Salvo Castagnino, invece, le norme nazionali offrono la cornice all’interno della quale vanno calati i regolamenti specifici per le città. L’assessore alla Polizia municipale, Salvatore Piccione, ha riferito di avere sollevato il problema già nel mese di maggio in Prefettura “ma fu evidenziata la necessità di dotarsi di un regolamento comunale. La norme nazionali (Tulps e relativo regolamento) e persino il Decreto sicurezza del 2017 da sole non forniscono gli strumenti utili, specie quando si tratta di applicare sanzioni quali l’allontanamento coattivo o il Daspo urbano”. Il contestato articolo 4 è stato approvato con due emendamenti della commissione competente. Punisce i comportamenti di intralcio alla viabilità e di alterazione del decoro urbano nelle aree pubbliche. Tra questi previsti il divieto di sedersi o sdraiarsi per terra e quindi impedirne la piena fruizione e la libera circolazione; è vietato chiedere l’elemosina, vendere merci o dare servizi quali la pulizia o il lavaggio di vetri; veicoli; offrirsi quale addetto alla regolamentazione della sosta o quale incaricato della custodia dei veicoli dietro il pagamento di un compenso anche a titolo di offerta volontaria, il “parcheggiatore abusivo”; mendicare simulando infermità o sfruttando minori e in modo comunque vessatorio; è vietato utilizzare animali per la pratica dell’accattonaggio. La violazione della disposizione comporterà la sanzione amministrativa del pagamento di una somma da 100 a 500 euro e l’eventuale sequestro e confisca degli oggetti usati. L’articolo sanziona anche coloro che si offrono quale addetto alla regolamentazione della sosta o quale incaricato della custodia dei veicoli dietro il pagamento di un compenso anche a titolo di offerta volontaria, il cosiddetto “parcheggiatore abusivo”. Sulla base dell’articolo 10 della legge 48 del 2017, oltre alla sanzione amministrativa e al sequestro dell’incasso rinvenuto, al parcheggiatore abusivo verrà notificato l’allontanato per 48 ore dai luoghi dove esercita l’attività se rientranti tra quelli individuati, oltre che dalla legge, anche dal nuovo regolamento comunale all’articolo 5. In caso di recidiva sarà applicato un ulteriore provvedimento di allontanamento per 6 mesi. In caso di recidiva si applicherà l’articolo 650 del codice penale”. Tutti respinti i 3 restanti emendamenti: uno firma di Alessandro Acquaviva e uno presentato da Bonafede (primo firmatario) erano tesi a escludere da regolamento chi vende merce o lava i parabrezza ai semafori e chi chiede l’elemosina; l’altro (prima firmataria Simona Princiotta) era teso ad elevare da 100 a 300 euro la sanzione minima prevista. Contrari alle modifiche si sono detti Alberto Palestro, Castagnino, Fortunato Minimo, Dario Tota, il presidente della commissione, Giuseppe Casella e Gaetano Firenze.I numero legale è venuto meno sugli emendamenti all’articolo 5 che individua le aree comunali dove è prevista l’applicazione del “decreto Minniti” con il relativo Daspo Urbano. Sono le aree di grande valore storico, architettonico, artistico, archeologico, ambientale ed interessate da consistenti flussi turistici quali il Parco archeologico della Neapolis, il centro storico di Ortigia a partire dai ponti Santa Lucia e umbertino, le vie di accesso o a suo servizio, il museo “Paolo Orsi”, il santuario della Madonna delle Lacrime, la chiesa e le catacombe di San Giovanni, la chiesa di Santa Lucia extra moenia, le catacombe di Santa Lucia e la basilica di Santa Lucia al sepolcro, l’area di piazza Adda, i cimiteri Monumentale ed Inglese, la zona balneare di Costa del sole ed Arenella, quella di Fontane Bianche, le aree mercatali, i musei e gli edifici monumentali, le scuole, i parchi e le aree verdi aperte al pubblico.Al momento dello scioglimento si stava votando una proposta della commissione volta ad estendere a tutta le zone balneari l’applicazione dell’articolo 5.

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