• Siracusa. La chiusura di Sprar Aretusa: “Tutelati i migranti, abbandonati gli operatori siracusani”

    I dieci ex operatori del centro Sprar Aretusa, chiuso a giugno scorso, attendono ancora il pagamento di sedici mesi di stipendio. Mentre i migranti, anche attraverso l’intervento del Comune di Siracusa, sono stati trasferiti in altre strutture ed hanno ricevuto le somme loro spettanti, i dipendenti siracusani sono rimasti alla porta.
    Il progetto di accoglienza per richiedenti asilo era stato finanziato con 4 milioni di euro nel triennio 2014-16. A gestirlo, una cooperativa di Acireale. Ma presto soni emersi problemi gestiinali che hanno portato anche a varie manifedtazioni di protesta, visite dj parlamentari sino alla chiusura della struttura di contrada Targia.
    Con una lettera inviata al Ministero, gli ex operatori del centro si chiedono che fine abbiano fatto i soldi pubblici che erano stati preventivati per il pagamento dei loro stipendi. “Nessuna procedura eccezionale e’ stata avviata per noi, solo per i migranti”, lamentano decisi. E tornano a chiedere a Comune e Ministero di attivarsi per risolvere il loro problema con la stessa solerzia messa in campo per i richiedenti asilo.

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