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Siracusa. La Dia sequestra 3 milioni di beni riconducibili a boss mafioso

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Beni per complessivi 3 milioni di euro sono stati sequestrati a Siracusa, Floridia e Canicattini dalla Direzione Investigativa Antimafia di Catania. Due terreni, una villa, tre imprese edili, due ditte individuali una di panificazione ed un’altra di profumeria nonché diversi conti correnti.  I beni sarebbero riconducibili a Nunzio Salafia, ritenuto elemento di spicco del clan Aparo-Nardo-Trigila. Dall’attività di indagini di natura patrimoniale sarebbero stati rilevati stretti rapporti imprenditoriali tra Salafia, il figlio Giovanni e un imprenditore quest’ultimo incaricato di effettuare lavori nei cantieri edili in precedenza acquisiti illecitamente dal boss mafioso. L’imprenditore  sarebbe, per gli investigatori, il prestanome e la risultanza emergerebbe da diverse intercettazioni telefoniche.  Gli accertamenti patrimoniali eseguiti hanno poi evidenziato forti differenze tra i redditi dichiarati e il patrimonio posseduto, tali da fondare la presunzione, accolta dal Tribunale, di attività illecite.

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