• Siracusa. “Ma che aspetta la Scorpo a dimettersi?”, invettiva di Ezechia Paolo Reale

    Si infiamma lo scontro politico tra il leader di Progetto Siracusa, Ezechia Paolo Reale, e l’assessore alle politiche sociali, Rosalba Scorpo. Dopo la mozione di sfiducia al sindaco presentata dal movimento di opposizione (con il Pd che ha subito “blindato” l’amministrazione, ndr) e il botta e risposta a distanza, Reale torna a chiedere le dimissioni della responsabile del settore.
    “Grazie per aver risposto alle nostre domande, anche se non lo ha fatto in Consiglio Comunale. Comunque ci ha fornito un quadro desolante dell’agire amministrativo”, il nuovo affondo del portavoce di Progetto Siracusa. “Noi lo chiediamo da tempo, ma oggi lo ribadiamo con ancora più forza e convinzione: di fronte all’incredibile serie di disservizi e grossolani errori che ha, forse involontariamente, dovuto ammettere cosa aspetta ancora a dimettersi?”.
    Quali sono i temi che avrebbero imbarazzato le politiche sociali? Il primo riguarda la divisione della gara in quattro lotti distinti, scelta – ha spiegato la Scorpo – effettuata seguendo le istruzioni dell’ Autorità Nazionale Anticorruzione al fine di scongiurare possibili episodi corruttivi. M”a la divisione in più lotti di una gara di appalto, seppur certamente consentita, a determinate condizioni, per favorire la partecipazione alla gara di piccole e medie imprese, nulla c’entra con il contrasto a possibili episodi corruttivi che, anzi, il frazionamento dei lotti, in linea teorica, addirittura favorisce, come insegnano anche le cronache”, replica Reale .”Il bando del Comune di Siracusa prevedeva una clausola che vietava l’aggiudicazione di un lotto in favore dell’impresa già vincitrice di altro lotto ed era quindi programmato per fare vincere, in ogni caso, quattro imprese diverse, una per ciascuno dei lotti in cui era divisa la gara. Pur con accurate ricerche, non abbiamo ancora trovato nessuna istruzione dell’Autorità Nazionale Anti Corruzione che suggerisce tale particolare modalità di gara”, l’affondo.
    Progetto Siracusa insiste sui soldi pubblici che sarebbero stati assegnati a strutture private “pur essendoci posti ancora liberi negli asili comunali, peraltro già pagati con altri soldi pubblici attraverso il meccanismo del vuoto per pieno. Che poi, una volta scoppiato lo scandalo, l’amministrazione abbia dovuto fare marcia indietro, ci può consolare solo parzialmente”. Riferimento agli impropriamente detti voucher, poi effettivamente ritirati – alcuni – ad anno scolastico in corso.
    Rimarrebbe poi il dubbio sul regolamento consegnato al Ministero: è o no diverso da quello approvato dal Consiglio Comunale? Dubbio che rimane visto che la Scorpo fa riferimento “al regolamento adottato dalla Conferenza dei Sindaci del Distretto”. Progetto Siracusa fa però notare che la Conferenza dei Sindaci “non può approvare nessun regolamento comunale ma solo suggerire uno schema uniforme da sottoporre all’approvazione dei Consigli Comunali del Distretto”. Uno schema non approvato dall’assise siracusana ma scambiato comunque dall’assessore “per un regolamento vigente”. Anche solo per questo motivo il Ministero avrebbe dovrebbe rifiutare di finanziare il servizio.
    Ad oggi, inoltre, il Comune non sarebbe riuscito a rendicontare al Ministero le spese “e quindi non ha ottenuto i relativi fondi”, aggiunge Reale. “Apprendiamo invece con favore che si sta provvedendo al pagamento degli stipendi degli operatori degli asili nido, prelevando le somme direttamente dal bilancio comunale. Speriamo solo che non siano fondi di bilancio sottratti ad altri servizi essenziali”.
    La stilettata finale è al vetriolo. Il leader di Progetto Siracusa, neanche troppo velatamente, accusa la Scorpo di firmare comunicati non suoi: “provi a formulare autonomamente pacate riflessioni, utili, nel pubblico interesse, ad evitare per il futuro la disastrosa gestione che emerge dalle sue stesse risposte”.

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