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Siracusa. Periferia che nessuno vede: case popolari di via Cassia, solidarietà lavoratori-residenti

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Braccia incrociate al cantiere di via Cassia. Niente stipendi ed allora i sette lavoratori siracusani dell’azienda ennese che si è aggiudicata la manutenzione straordinaria dell’ edificio di case popolari Iacp hanno sospeso ogni attività.
Hanno incassato la solidarietà degli inquilini, sedici famiglie che da maggio vivono “ingabbiate” senza possibilità di stendere i panni e – in molti casi – senza infissi. Alcuni sono stati installati dalla ditta in subappalto che avrebbe dovuto completare tutto entro Natale, quando invece ne mancano diversi ancora all’appello. Situazione paradossale.
“E’ un cantiere simbolo, periferia della periferia. Non c’è nessuno che vigila, nessun interesse. Vada come deve andare e nessuno sembra curarsene”, dice il segretario deglie dili della Cgil, Salvo Carnevale.
Nei giorni scorsi c’è stato l’incontro con la ditta di Enna per capire come sbloccare pagamenti fermi a settembre. Mentre Iacp, la committente, assicura di avere correttamente corrisposto quanto dovuto per lo stato di avanzamento lavori. “La proposta dell’azienda è irricevibile. Ci hanno detto che avrebbero pagato tutto dopo il 30 gennaio. Paradossalmente, la data in cui deve chiudere il cantiere”, spiega Carnevale.
La protesta andrà avanti anche nei prossimi giorni. Residenti accanto ai lavoratori. Solidarietà tra dimenticati, in una periferia che nessun vuol vedere. Intanto la Fillea Cgil insieme a Filca Cisl e Feneal Uil è pronta a chiedere alla Iacp di sostituirsi in solido alla ditta per il pagamento degli stipendi.

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