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Siracusa. Servizio idrico: bollette e investimenti, i 5 Stelle contro Siam

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I Cinquestelle siracusani “puntano” la Siam, la società che da marzo gestisce il servizio idrico nel capoluogo. Tre i punti su cui i grillini aretusei lanciano interrogativi pubblici. Il primo relativo a indiscrezioni circa l’avvio di una campagna di sostituzione dei contatori dell’acqua il cui costo, temono, si riverserebbe sui contribuenti. “L’Autorità Garante per l’energia – ricorda il Movimento 5 Stelle – stabilisce che la sostituzione del contatore può avvenire solo con il consenso scritto del cliente, che dopo aver preso visione dei consumi registrati al momento della sua sostituzione, li sottoscrive. Senza un consenso degli utenti si contravverrebbe alla deliberazione dell’Autorità”.
Quanto alle polemiche scattate da settimane sull’importo delle bollette recapitate con conguaglio che riporterebbe anche somme dovute a precedenti gestori,  i pentastellati ricordano che prima di marzo 2015 le somme vanno versate alle casse comunali.
Quanto ad alcuni programmati  per la sostituzione di macchine e apparecchiature, i 5 Stelle  parlano di un generico sospetto che l’intervento sia posto a carico del Comune di Siracusa. Nei giorni scorsi, il deputato regionale Stefano Zito ha avuto un incontro con la Siam, negli impianti di contrada Canalicchio.  E’ stato affrontato proprio il tema degli investimenti.  “C’è da registrare  un’anomala attività tecnica svolta dal Comune che, durante la gestione transitoria, ha caricato sul proprio bilancio voci di spesa, per interventi di manutenzione, che certamente non erano configurabili come semplici attività di manutenzione ordinaria”, spiega il parlamentare regionale. Lavori che sarebbero poi stati effettuati subito dopo l’affidamento del servizio alla Siam.
“In tutta questa vicenda è il contribuente siracusano a farne le spese. A differenza della Siam – sostengono i 5 Stelle – ha dovuto sostenere, di tasca propria, sia i costi diretti della bollettazione che quelli, indiretti, delle spese sostenute dal Comune nel periodo di gestione transitoria. Il cittadino non ha nessun beneficio se, a quanto pare, gli investimenti per la manutenzione ordinaria e straordinaria li fa il Comune, ma i proventi della bollettazione li incassa il gestore privato”.

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