Si chiude dopo oltre dieci anni la vicenda giudiziaria che ha coinvolto Salvatore Salafia, geometra e funzionario del Comune di Melilli. Il Tribunale di Catania ha dichiarato il non doversi procedere nei suoi confronti, nell’ambito del procedimento “Piramide”, ponendo fine all’ultima posizione ancora pendente. In tutti i procedimenti definiti nel merito, Salafia era stato assolto. Il collegio giudicante ha pronunciato il non doversi procedere per ragioni processuali, dopo che la sua posizione era stata stralciata dal procedimento principale, nel quale sono ancora imputati amministratori pubblici, imprenditori e funzionari regionali, chiamati a rispondere, a vario titolo, di diversi reati, tra cui la corruzione. La decisione mette così la parola fine a un iter giudiziario iniziato oltre un decennio fa. Nel corso degli anni Salafia era stato coinvolto in almeno cinque distinti procedimenti penali, tutti conclusi nel merito con sentenze di assoluzione.
Tra questi anche un filone processuale scaturito dalla stessa inchiesta sulla discarica Cisma Ambiente, nel quale era imputato insieme ai vertici della società che gestiva l’impianto e ad alcuni dirigenti regionali con l’accusa di traffico illecito di rifiuti. Anche in quel procedimento l’assoluzione è diventata definitiva, poiché la Procura della Repubblica non ha proposto impugnazione nei suoi confronti, scegliendo invece di appellare la sentenza limitatamente ad altri imputati.
Nel corso della lunga vicenda giudiziaria Salafia è stato anche sottoposto a misure cautelari. Per tutta la durata dei procedimenti è stato assistito dall’avvocato Angelo Palermo, del Foro di Catania, che ne ha curato la difesa fino alla definizione dell’ultima pendenza legata al processo “Piramide”.













