"Trasparenza sui buoni spesa", il MeetUp Siracusa chiede chiarezza al Comune

 "Trasparenza sui buoni spesa", il MeetUp Siracusa chiede chiarezza al Comune

“Maggiore trasparenza sulle modalità di impiego dei buoni spesa stanziati dal Governo”. Il MeetUp Siracusa la chiede al Comune, a cui sono andati 901.000 euro. “Soldi veri che il Comune è riuscito in poco tempo a trasformare in aiuti concreti, ma sulla modalità di erogazione tornerebbe utile maggiore trasparenza. Per questo – spiegano dal MeetUp Siracusa – chiediamo al Comune di sapere quanti sono i beneficiari, quali verifiche siano state condotte per evitare duplicazioni o soprusi, cosa si è fatto per rendere i buoni identificativi del nucleo familiare che ne ha beneficiato, in base a quali criteri e parametri si è stabilito l’ammontare del buono e quali esercizi commerciali hanno aderito alla misura dei buoni spesa. Infatti, il Comune di Siracusa non ha ancora pubblicato sul proprio sito istituzionale l’elenco, così come previsto dall’ordinanza della protezione civile del 29 marzo 2020. Palazzo Vermexio – aggiungono dal MeetUp Siracusa – dovrebbe attivarsi per aprire alla possibilità di utilizzare i buoni anche nelle farmacie, come previsto dal governo, in modo da consentirne l’utilizzo per l’acquisto di prodotti di prima necessità per neonati o per celiaci che non sono facilmente reperibili nei supermercati. Serve una accelerata perché in molti altri centri, anche in provincia, hanno già saputo dare risposte alle richieste dell’utenza”.
Per il parlamentare Paolo Ficara (M5s), “i 400 milioni stanziati a fine marzo dal governo per i Buoni Spesa sono ad oggi l’unico, vero aiuto economico arrivato materialmente nelle tasche dei cittadini più in difficoltà. Una misura che ha dimostrato la sua efficacia e rapidità. Le risorse necessarie sono state inviate per tempo ai Comuni che in queste settimane stanno provvedendo alla loro distribuzione. Trattandosi di aiuti destinati a chi ne ha davvero bisogno è giusto garantire sempre trasparenza”.
Il deputato regionale Stefano Zito, intanto, mostra tutta la sua delusione per la lentezza manifestata invece da Palermo. “Nonostante a fine marzo il governatore Musumeci avesse annunciato 100 milioni per contrastare la povertà, al momento non si è vista che una piccolissima parte di quanto promesso. E restano troppo complicati i meccanismi di rendicontazione per i Comuni, con un atteggiamento che dimostra come la Regione non abbia ancora compreso che stiamo attraversando una vera e propria emergenza di proporzioni planetarie. La burocrazia di casa nostra pare voler trionfare anche sullo stato di necessità. Come se non bastasse già il ritardo sulla cassa integrazione in deroga. Ma i siciliani sapranno tenere memoria di tutti questi ritardi accumulati proprio mentre chiedevano aiuto, come mai prima”.

 

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