Siracusa, il tuo futuro prossimo si coniuga mercoledì

 Siracusa, il tuo futuro prossimo si coniuga mercoledì

Progetti di area vasta e servizio idrico integrato. Il destino di Siracusa, inteso come sviluppo economico e futuro occupazionale, si “gioca” a Catania. Due appuntamenti, due momenti che potrebbero segnare in maniera netta le prossime dinamiche locali. Una cosa è chiara, la logica del campanile (dietro cui Siracusa si è sempre nascosta) non funziona più. Bisogna aprirsi e fare rete, sul serio. Con i centri della provincia (vicenda acqua) e con le vicine Catania e Ragusa (area vasta) che con i loro aeroporti e i loro servizi rischiano di stritolare a tenaglia una provincia lenta suo malgrado. Tutto in un giorno, mercoledì 26 febbraio.
Domani a Catania verrà firmato dai sindaci di Siracusa, Ragusa e – ovviamente – Catania il protocollo d’intesa sui cosiddetti “Progetti di area vasta”. Il Sud Est siciliano si “federa” con un accordo da cui scaturiranno finanziamenti europei da usare per potenziare la rete infrastrutturale, attraverso il ministero per la Coesione territoriale. Si è voluto attendere l’arrivo del presidente Napolitano per sottolineare l’importanza del percorso che il Sud Est siciliano intende intraprendere. “Siamo le prime province italiane a sperimentare una sinergia virtuosa che può portare significativi finanziamenti”, spiega il sindaco di Siracusa, Giancarlo Garozzo. Che dopo l’incontro con il capo dello Stato, sempre a Catania, nella sede dell’ex Eas incontrerà i colleghi della provincia aretusea e il commissario dell’Ato idrico Buceti per decidere il da farsi sulla gestione idrica dopo il fallimento di Sai 8 e le difficoltà della curatela. Ormai chiaro il percorso: costituire due società di mini ambito (zona nord, zona sud) con il coinvolgimento dei Comuni che hanno consegnato gli impianti a Sai 8 a suo tempo. Gli altri continuerebbero così come fanno adesso, in attesa di una apposita legge regionale. Le due nuove società di mini ambito (Siracusa e Priolo hanno già avviato un percorso comune, Noto dovrebbe chiamare a raccolta la zona sud) assorbiranno quasi totalmente l’attuale personale di Sai 8. Che attraverso i sindacati ha già fatto sapere di essere contrario a ipotesi “spezzatino” tra Comuni. I lavoratori di Sai 8 vedrebbero di buon occhio anche una nuova soluzione privata (Caltacqua, ndr) ma sul punto è stato chiaro il commissario Buceti (“come il mio assessore, anche io sono per l’acqua pubblica”). Questa la situazione, è lecito ora attendersi un passo avanti deciso dopo troppi passaggi sin qui interlocutori.

 

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