Verde pubblico, perchè il Tar ha bocciato la scelta di Palazzo Vermexio

 Verde pubblico, perchè il Tar ha bocciato la scelta di Palazzo Vermexio

Se chiedete ad un qualunque cittadino di Siracusa di elencare servizi pubblici giudicati al di sotto delle aspettative, se non direttamente deludenti, è altamente probabile che vi risponda senza tentennare: “verde pubblico”. Ed in effetti, lo stesso sindaco Italia – appena rieletto – aveva detto di voler ripartire da quella voce, arrivando a definirla “flop” per via di potatura di siepi in costante ritardo, manutenzione dei parchi pubblici e del patrimonio arboreo non esattamente puntuale e migliorie poco evidenti.
In avvio di 2026, la situazione non appare però cambiata. Anzi. L’operazione “rilancio” – che nei piani comunali doveva passare anche da un nuovo appalto – si è complicata. Nei giorni scorsi, il Tar di Catania ha infatti risolto una delle più complesse vicende amministrative degli ultimi tempi, annullando definitivamente l’aggiudicazione del servizio di manutenzione dei parchi e del verde pubblico comunale e disponendo il subentro della società Verdidea srl alla Rti inizialmente aggiudicataria. Una lunga querelle che ha tenuto in stallo, giocoforza, il servizio.
Con una sentenza articolata, depositata dopo l’udienza del 3 dicembre 2025, i giudici hanno accolto integralmente il ricorso presentato da Verdidea, seconda classificata nella gara, sancendo l’esclusione del Raggruppamento temporaneo di imprese Technical Services – Flora 2014, già affidatario del servizio.
La vicenda prende avvio nel novembre 2023, quando il Comune di Siracusa indice una procedura aperta per l’affidamento biennale del servizio di manutenzione del verde pubblico, per un importo complessivo a base di gara di oltre 2,4 milioni di euro. L’appalto viene aggiudicato al Rti Technical Services–Flora 2014, dopo una verifica di anomalia dell’offerta.
Verdidea, arrivata seconda in graduatoria, impugna l’aggiudicazione davanti al Tar. Con una prima sentenza (n. 3836/2024), il Tribunale annulla l’affidamento rilevando gravi irregolarità nel giudizio di anomalia, soprattutto in relazione ai costi della manodopera, non ribassabili, ed alla gestione della clausola sociale, che imponeva l’assorbimento dei 30 lavoratori già impiegati dalla ditta uscente, incluso un agronomo a tempo pieno.
Il Tar ordina quindi al Comune di rinnovare la cosiddetta verifica di anomalia. Palazzo Vermexio esegue, supportato anche da una consulenza esterna. Il Rti aggiudicatario presenta ulteriori giustificativi, rivedendo la distribuzione delle voci di costo.
In particolare, il costo dell’agronomo previsto dalla clausola sociale (circa 96 mila euro) viene prima sottratto dalla manodopera, poi redistribuito tra altre voci di spesa (mezzi, macchinari e migliorie), mentre i costi del personale aggiuntivo vengono imputati agli “utili d’impresa”.
Il Comune, ritenendo congrue le nuove giustificazioni, conferma l’aggiudicazione nel giugno 2025. Ma Verdidea propone un secondo ricorso, contestando la violazione del precedente giudicato e l’ennesima rielaborazione, ritenuta “artificiosa”, dell’offerta economica.
E il Tar, nei giorni scorsi, ha dato nuovamente ragione alla ditta ricorrente. Secondo i giudici, i nuovi giustificativi non dimostrano la reale sostenibilità dell’offerta, ma si limitano a “spostamenti contabili” privi di una reale giustificazione economica. Con l’aggiunta di alcune censure. Per i giudici amministrativi, dopo quattro tentativi complessivi di “giustificazione”, l’offerta del Rti resta “strutturalmente inattendibile”.
Il Tar applica quindi il principio del cosiddetto “one shot temperato”: l’amministrazione non ha più margini per reiterare la valutazione e deve procedere all’esclusione del Rti. Di conseguenza, l’appalto viene aggiudicato a Verdidea, previa verifica dei requisiti. L’inefficacia del precedente contratto sottoscritto da Palazzo Vermexio scatterà 30 giorni dopo la notifica della sentenza, per consentire il passaggio di consegne e garantire la continuità del servizio.
Respinta invece la richiesta di risarcimento per equivalente, poiché la società ricorrente non ha fornito una prova puntuale del danno economico subito, limitandosi a una quantificazione forfettaria.
Il Comune di Siracusa e il Raggruppamento temporaneo di imprese soccombente sono stati infine condannati al pagamento delle spese legali in favore di Verdidea, per un totale di 6.000 euro oltre accessori.
La sentenza richiama con forza il principio secondo cui la verifica di anomalia non può trasformarsi in una continua riscrittura dell’offerta economica.

 

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