Siracusa in trasformazione, il turismo cambia la città: meno negozi, più ristoranti

 Siracusa in trasformazione, il turismo cambia la città: meno negozi, più ristoranti

Saracinesche abbassate e vetrine spente nelle città italiane. La desertificazione commerciale continua a cambiare il volto del Paese. Negli ultimi dodici anni nel Paese sono spariti quasi 118mila negozi al dettaglio e oltre 23mila attività ambulanti, con una contrazione rispettivamente del 21,4% e del 24,4%. Un fenomeno che riguarda soprattutto i centri urbani. A fornire i dati è l’Ufficio Studi di Confcommercio, in uno studio realizzato insieme al Centro studi Guglielmo Tagliacarne.
La Sicilia non è immune dal fenomeno. Nell’Isola, secondo le analisi sul commercio urbano, in dodici anni sono state chiuse oltre 4mila attività commerciali, con un calo significativo soprattutto nei centri storici delle città.
Il numero di negozi nelle aree centrali delle città siciliane è sceso da 5.862 esercizi nel 2012 a 4.357 nel 2024, mentre nelle zone non centrali si è passati da 15.488 a 12.667 attività. In totale, oltre 4.300 negozi in meno.
A cambiare è anche la composizione del tessuto economico urbano. Se il commercio tradizionale arretra, crescono invece le attività legate a turismo e servizi come bar, ristoranti e strutture ricettive.
Nel report di Confcommercio, Siracusa ha perso il 24,6% delle attività commerciali, collocandosi al 77° posto su 122 comuni analizzati per calo percentuale. Una riduzione in 12 anni di quasi un quarto del tessuto commerciale. Va peggio a Catania (-28,6%), Enna (-30,3&), Ragusa (-31,1%) e Agrigento (-37,5%).
Il quadro siciliano riflette dinamiche che interessano molti centri urbani dell’Isola, compresi quelli a forte vocazione turistica come Siracusa. Qui, come in altre città, la riduzione dei negozi tradizionali si accompagna alla crescita di attività legate all’accoglienza e alla ristorazione, segno di un’economia urbana sempre più orientata verso il turismo.
Meno vetrine e meno insegne significa però anche minore vivibilità e sicurezza nei quartieri. Per questo Confcommercio chiede interventi di rigenerazione urbana e di sostegno alle piccole imprese, considerati strumenti fondamentali per preservare l’identità economica e sociale delle città.

 

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